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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Nel 2026 il maxxing spinge tutto al massimo

Dictionary.com ha scelto il neologismo per descrivere l’ossessione contemporanea verso prestazioni, benessere e perfezione

Il termine «maxxing» è stato scelto da Dictionary.com come Parola dell’Anno 2026. Nato dall’abbreviazione di maximizing, indica la tendenza a portare ogni attività verso il livello ritenuto più alto possibile.

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La ricerca della prestazione totale

Il vocabolo può comparire da solo oppure unirsi ad altre parole. Così dormire diventa sleepmaxxing, l’alimentazione si trasforma in proteinmaxxing o fibermaxxing e l’aspetto fisico viene sottoposto al looksmaxxing, tra esercizi, trattamenti e attenzione a mascella, occhi e corporatura.

Negli Stati Uniti, secondo i dati raccolti da Dictionary.com, la presenza di maxxing nei mezzi d’informazione digitali è aumentata molto rapidamente: ad agosto è stata quasi 19 volte superiore alla media mensile del 2025. Il termine descrive un’abitudine ormai estesa anche oltre il mondo del benessere, perché qualsiasi comportamento può essere presentato come qualcosa da perfezionare.

Steve Johnson, direttore della lessicografia del Dictionary Media Group, ha spiegato che «maxxing» riflette una cultura concentrata sull’idea di ottenere il massimo da ogni attività. In un’altra dichiarazione, ha osservato che le persone tendono a spingersi oltre qualunque sia l’obiettivo perseguito.


Dal corpo ai comportamenti online

Il looksmaxxing è una delle manifestazioni più visibili del fenomeno. Numerosi creatori di contenuti propongono il miglioramento estetico come un insieme di parametri misurabili, e la Generazione Z rappresenta uno dei pubblici più coinvolti nella diffusione di questi video.

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Il suffisso è comparso anche in ambiti molto diversi. Su YouTube si parla di vibemaxxing per indicare pratiche legate all’energia personale; il Pentagono ha usato l’espressione lethalitymaxxing riferita alla massimizzazione della letalità. Su TikTok, invece, Catholicmaxxing indica il tentativo di riportare la religione cattolica al centro della vita quotidiana.


Le origini del termine

Alcuni linguisti collegano la diffusione del looksmaxxing a 4chan e alle comunità virtuali degli incel, i celibi involontari. L’idea di usare max come elemento linguistico, però, è precedente ai social attuali: nella sigla di Willy, il principe di Bel-Air, Will Smith cantava «Chillin' out, maxin', relaxin' all cool», con un significato legato al divertimento e al relax.

Un precedente si trova anche nei giochi di ruolo, dove il min-maxing consisteva nel rendere il più efficiente possibile la configurazione delle caratteristiche di un personaggio. Oggi il termine è entrato nel linguaggio commerciale, nelle scuole e nelle conversazioni delle persone di mezza età, grazie alla sua brevità e alla facilità con cui può essere applicato.

Nel 2024 Dictionary.com aveva indicato «modesto» come Parola dell’Anno dopo aver esaminato social media, notizie e ricerche negli Stati Uniti. La scelta del 2026 rappresenta invece l’affermazione di una logica opposta, nella quale accontentarsi rischia di essere percepito come un risultato insufficiente.

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