Giuse The Lizia racconta i giovani nel disco MDMA
Il cantautore siciliano parla di ansia, precarietà, amore e bisogno di essere ascoltati dalla politica
Giuse The Lizia ha pubblicato MDMA, un album che racconta inquietudini, relazioni e precarietà della sua generazione. Il cantautore, 25 anni, ha affidato alle nuove canzoni il disagio di chi corre senza sentirsi mai davvero all’altezza.
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La collaborazione con Ariete
Tra i brani c’è anche Meglio del peggio, l’unico pezzo realizzato con un’ospite. Giuse The Lizia aveva scritto la canzone da tempo e cercava una voce femminile: la scelta è caduta su Ariete, artista che seguiva già prima di iniziare il proprio percorso musicale.
I due si sono incontrati a Roma e hanno trascorso insieme una giornata tra cena e conversazione. Da quell’incontro, ha spiegato il cantautore, è nata l’intesa necessaria per entrare nel cuore del brano. La parte affidata ad Ariete completa così l’unica collaborazione presente nel disco.
Le insicurezze degli uomini
In Vorrei essere un po' più alto emergono il desiderio di cambiare aspetto, avere più soldi, trovare un impiego stabile e sentirsi finalmente adeguati. Il brano affronta fragilità spesso poco raccontate, ma Giuse The Lizia precisa che il problema non riguarda soltanto gli standard imposti dagli altri: anche chi appare privilegiato può convivere con molte insicurezze.
Parlando del rapporto con le questioni di genere, l’artista ha ricordato i progressi compiuti sul tema dell’autoconsapevolezza femminile. Ha però osservato che alcuni uomini reagiscono a questi cambiamenti sentendosi minacciati; chi si riconosce nelle comunità incel, secondo lui, deve affrontare autonomamente i propri problemi di insicurezza e il senso di subordinazione percepito nei confronti delle donne.
Un album contro la fretta
Il titolo MDMA richiama la frase «Mica dobbiamo morire adesso», diventata una sorta di promemoria tra amici e coetanei. Il riferimento alla sostanza associata, nell’immaginario comune, a una sensazione di serenità e rallentamento aggiunge un secondo livello di lettura, anche se il cantautore ha detto di sentirsi più vicino al significato originario dell’acronimo.
Le canzoni nascono dall’ansia di dover comprendere tutto subito, restare al passo e non sprecare tempo. Amore, nostalgia, denaro, lavoro, paura e senso di inadeguatezza convivono in un progetto seguito con attenzione anche sul piano musicale, dopo tre anni di lavoro insieme a diversi produttori.
Le regole che non funzionano più
Uno dei nodi del disco passa da Istruzioni. La canzone mette in discussione il modello secondo cui una vita riuscita dovrebbe seguire tappe precise: studiare, trovare un lavoro, comprare un’auto e costruire una sicurezza simile a quella conosciuta dai genitori.
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Per Giuse The Lizia quel modello ha smesso di essere praticabile da circa vent’anni. La stabilità economica e personale appare più difficile, mentre il percorso di chi è giovane è diventato meno prevedibile. «Le istruzioni ideali oggi? Non averne», ha detto, indicando come priorità ritmi sostenibili, benessere e relazioni capaci di offrire sostegno.
Amore e futuro incerto
I brani Tiro dopo tiro e Guardia del corpo affrontano rispettivamente una relazione senza una direzione chiara e la solitudine lasciata dalla perdita di una persona importante. L’artista collega la difficoltà di vivere i sentimenti anche alla paura di soffrire e all’incapacità, diffusa tra i coetanei, di comunicare con serenità.
Secondo la sua esperienza, l’incertezza sul futuro può spingere a evitare legami profondi o a restare in rapporti privi di definizione. Giuse The Lizia ha raccontato di sentirsi più consapevole rispetto al passato: pensa di aver capito meglio cosa desidera e come proteggerlo, pur riconoscendo che raggiungere un equilibrio non è semplice.
Musica e politica
La sua scrittura nasce dalle esperienze vissute a Bagheria, Bologna e Milano. Gli anni trascorsi a Bologna lo hanno avvicinato anche a questioni sociali e politiche, oltre che a situazioni personali e sentimentali.
Nel brano Istruzioni il cantautore mette a confronto la violenza attribuita ai testi dei trapper e quella esercitata dalle forze dell’ordine, chiedendo di interrogarsi sulle responsabilità del potere invece di cercare soltanto colpevoli facilmente riconoscibili. La musica, ha spiegato, non modifica direttamente la realtà, ma può incoraggiare, orientare e dare energia a chi ascolta.
Il suo prossimo appuntamento sarà la tournée MDMA, che partirà a dicembre e toccherà i club di diverse città italiane. Il progetto arriva mentre molti giovani affrontano costi della vita più alti, affitti difficili da sostenere e un accesso incerto al lavoro e allo studio.
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