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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Placebo, il concerto senza telefoni riporta tutti agli anni Novanta

Al Forum di Assago la band ha celebrato i trent’anni del debutto con una scaletta dedicata ai primi album

I Placebo hanno celebrato al Forum di Assago i trent’anni del loro debutto con un concerto senza smartphone. La scelta ha restituito al pubblico una serata vissuta quasi interamente lontano dagli schermi.

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Molko contro gli smartphone

Brian Molko ha chiesto con fermezza agli spettatori di lasciare i telefoni in tasca. Alcune persone hanno ignorato l’invito iniziale e il cantante le ha rimproverate dal palco: «Abbassate quei telefoni, teste di cazzo. Vale anche per te, figlio di puttana».

La band aveva spiegato in anticipo il motivo del divieto. Registrare e fotografare continuamente avrebbe reso più difficile lo scambio con il pubblico, elemento che i Placebo considerano essenziale per la riuscita dello spettacolo. Molko, inoltre, ha raccontato di essere stato male nelle due settimane precedenti, ma di aver scelto comunque di non annullare l’appuntamento.

Il telefono è tornato a comparire soprattutto durante il bis, quando sono arrivate Every You Every Me e Running Up That Hill (A Deal With God), brano di Kate Bush. A quel punto molti spettatori hanno ceduto alla tentazione di trasformare la serata in una sequenza di immagini da pubblicare sui social.


La scaletta dei primi dischi

Lo spettacolo è cominciato con un filmato dedicato alla storia del gruppo, proiettato su un grande telo bianco. Tra le immagini è comparso anche David Bowie, legato ai Placebo dalla collaborazione per una versione di Without You I’m Nothing.

Dopo il video, la band ha aperto con Pure Morning, seguita da Come Home, You Don’t Care About Us, Teenage Angst e Bionic. La scaletta ha guardato soprattutto ai primi due album: Placebo, pubblicato nel 1996, e Without You I’m Nothing, uscito nel 1998.

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Sono così tornati dal vivo brani che da tempo non trovavano spazio nei concerti, tra cui Allergic (to Thoughts of Mother Earth), I Know, 36 Degrees, Brick Shithouse, My Sweet Prince e Lady of the Flowers. Prima della pausa sono state eseguite anche Helen Keller, Bruise Pristine e Nancy Boy.


Una nostalgia senza età

Il pubblico del Forum non era composto soltanto da adolescenti. Anche spettatori più adulti hanno tirato fuori il telefono, mostrando come il desiderio di condividere ogni momento online non appartenga a una sola generazione.

Il divieto ha però permesso a molti di seguire il concerto senza preoccuparsi di produrre una testimonianza della propria presenza. Per chi nel 1996 non era ancora nato, la celebrazione dei Placebo ha assunto anche il valore di una nostalgia per un’epoca mai vissuta direttamente.

Molko e Stefan Olsdal hanno riproposto una versione rinnovata del primo album, intitolata Placebo RE:CREATED. Dopo la parte principale, il bis con Every You Every Me e la rilettura del brano di Kate Bush ha chiuso una serata dedicata alla storia della band e alla possibilità di restare, almeno per qualche ora, dentro il momento.

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