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Marbella, relitto del 1887 forse è il Garigliano

Gli archeologi hanno esaminato 34 metri di scafo e torneranno a Cabopino nel 2027 per verificarne l’identità.

Un relitto individuato al largo di Marbella potrebbe essere il Garigliano, veliero mercantile italiano scomparso nel 1887 durante il viaggio verso Buenos Aires.

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Le indagini sul relitto

La nave giace nelle acque di Cabopino, lungo la Costa del Sol. La scoperta è avvenuta a settembre, durante una campagna condotta dagli specialisti dell’Instituto Andaluz del Patrimonio Histórico insieme all’Università di Granada.

Le verifiche hanno permesso di esaminare circa 34 metri della struttura ancora conservata. Le caratteristiche dello scafo sono compatibili con quelle dei grandi velieri commerciali impiegati nella seconda metà dell’Ottocento, ma non bastano ancora a confermare l’identità dell’imbarcazione.


Gli indizi sulla nave italiana

L’ipotesi attualmente più accreditata riconduce il relitto al Garigliano, un brigantino a palo partito da Marsiglia nel 1887 con destinazione Buenos Aires. La traversata si è interrotta prima dell’arrivo e la nave è finita sul fondale con la prua orientata verso la costa.

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Il relitto risulta adagiato sul fianco sinistro e con una marcata inclinazione. Il carico, secondo gli archeologi, potrebbe aver esercitato una pressione tale da provocare il cedimento delle pareti dello scafo. A rafforzare il collegamento con Marsiglia sono soprattutto i materiali recuperati: piastrelle decorative, tegole e contenitori riportano riferimenti alla città francese e ad Aubagne.


Una rotta commerciale dell’Ottocento

L’eventuale identificazione del Garigliano permetterebbe di approfondire i collegamenti marittimi che nell’Ottocento univano i porti del Mediterraneo ai centri in crescita dell’America meridionale. I reperti documentano il trasporto di materiali per l’edilizia e prodotti artigianali lungo rotte oceaniche.

Anche oggetti di uso comune, come una tegola o un barile, possono fornire informazioni sugli scambi internazionali dell’epoca. Gli studiosi, tuttavia, non hanno ancora chiuso l’indagine: nuove attività sui fondali di Cabopino sono previste nel 2027 per cercare prove definitive sull’identità del relitto.

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