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Venezia, Peggy Guggenheim celebra il vetro di Costantini

Dal 14 novembre 2026 al 29 marzo 2027, oltre 100 opere raccontano il dialogo tra artisti e maestri muranesi

La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia dedicherà una mostra alla Fucina degli Angeli e al rapporto tra Peggy Guggenheim ed Egidio Costantini. L’esposizione sarà aperta dal 14 novembre 2026 al 29 marzo 2027 a Palazzo Venier dei Leoni.

Peggy Guggenheim ricordò così l’inizio della collaborazione con Costantini: «Fui felice quando Egidio Costantini venne da me e mi chiese di aiutarlo a creare degli oggetti di vetro tratti dai disegni di artisti contemporanei». Il progetto ha riunito pittori, scultori e artigiani attorno alla ricerca di nuove forme per il vetro.

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Oltre cento opere a Venezia

La rassegna, curata da Cristina Beltrami, presenterà più di 100 pezzi tra sculture in vetro, dipinti, disegni e documenti. I materiali arriveranno da musei, archivi e raccolte private europee e statunitensi.

Tra i prestatori figurano la Fondazione Marguerite Arp di Locarno, il Museo storico di Basilea, il Museo di arte contemporanea e design di Losanna, il Museo delle belle arti di Boston, il Museo del Vetro di Murano, l’Archivio Fucina degli Angeli e la Collezione Peggy Guggenheim. Saranno coinvolte anche gallerie e collezionisti privati.


L’idea di Egidio Costantini

Nato a Brindisi nel 1912 e trasferitosi ancora giovane a Venezia, Costantini si è avvicinato al vetro durante gli anni Cinquanta, quando le fornaci di Murano hanno iniziato a confrontarsi con linguaggi artistici diversi.

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Dopo l’esperienza nel Centro Studio Pittori nell’Arte del Vetro, tra il 1953 e il 1955, nel 1955 ha fondato la Fucina degli Angeli. La sua proposta consisteva nel far lavorare insieme artisti contemporanei e maestri vetrai: i primi ideavano le opere, mentre i secondi le trasformavano nel materiale incandescente.


Il sostegno di Peggy Guggenheim

Guggenheim ha appoggiato il progetto acquistando diverse opere e favorendo i contatti con esponenti dell’arte del Novecento. Alla Fucina hanno collaborato, tra gli altri, Arman, Jean Arp, Remo Bianco, Giuseppe Capogrossi, Jean Cocteau, Max Ernst, Paul Jenkins, Lucio Fontana, Roberto Matta, Pablo Picasso, Dorothea Tanning, Mark Tobey e André Verdet.

Il sostegno della collezionista ha contribuito alla diffusione internazionale dell’iniziativa. Nel 1965, la mostra “Scultura in vetro” al Museo d’arte moderna di New York ha portato l’esperienza nata tra Venezia e Murano davanti al pubblico statunitense.

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