White accusa i ristoranti stellati di abusi
L’ex responsabile delle fermentazioni di Noma raccoglie nuove testimonianze da celebri cucine tra Europa e Stati Uniti
Jason Ignacio White ha rilanciato nuove accuse di abusi in alcuni tra i ristoranti più premiati al mondo. Le testimonianze riguardano strutture di Copenhagen, Dubai, New York e altre città, con episodi riferiti a violenze verbali, molestie, razzismo e sfruttamento del lavoro.
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Le nuove testimonianze
Tra i locali citati compare Trèsind Studio, tre stelle Michelin e numero 28 nell’ultima classifica 50 Best. Un ex dipendente ha raccontato di turni tra le 12 e le 14 ore, senza riposi regolari, e di passaporti trattenuti per impedire ai lavoratori di andarsene: «Quando ne ho parlato con lo chef Himanshu Saini, ha detto che funziona così e che non ero forte abbastanza».
Anche Jordnaer e Kadeau, entrambi a Copenhagen, sono stati indicati da ex lavoratori. Nel primo caso viene riferita un’aggressione fisica ai danni di un dipendente; nel secondo, una persona ha parlato di intimidazioni, molestie e licenziamento dopo aver denunciato il comportamento subito.
Le accuse coinvolgono inoltre Eleven Madison Park, dove il socio Dmitri Magi sarebbe stato responsabile di insulti e violenze con contenuti razzisti. Tra le altre testimonianze figura quella di un ex dipendente di The French Laundry, che ha riferito di avere avuto incubi ricorrenti e di essere ricorso alla terapia dopo la fine del rapporto di lavoro.
I ristoranti citati
Nel caso del Mirazur di Mauro Colagreco, alcuni lavoratori avrebbero accusato forti disturbi legati allo stress. Una testimonianza sostiene che chi si assentava per malattia venisse retrocesso alle mansioni di produzione.
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A Hija de Sanchez, il locale fondato a Copenhagen da Rosio Sanchez, una denuncia per molestie sessuali avrebbe portato al licenziamento delle vittime e non della persona accusata. Nel materiale raccolto da White compaiono anche riferimenti a Gaggan Anand, minacce e presunte istigazioni al suicidio.
White, già responsabile del laboratorio delle fermentazioni di Noma, aveva guidato nei mesi scorsi iniziative contro gli abusi nelle cucine e una protesta davanti alla sede temporanea del ristorante a Los Angeles. In seguito aveva rimosso dai propri profili i contenuti legati al caso Noma, dopo essere stato accusato a sua volta di avere contribuito al clima intimidatorio del locale: di quelle contestazioni si era assunto la responsabilità.
Il ruolo delle classifiche
Secondo White, i ristoranti al centro di denunce ritenute attendibili dovrebbero essere esclusi dai premi gastronomici. L’attivista ha detto di avere contattato 50 Best per discutere misure di tutela dei lavoratori, ricevendo però la risposta che l’etica non rientra nei criteri della classifica.
Al momento, i ristoranti menzionati non hanno diffuso repliche. Il caso riapre il confronto sull’opportunità di affiancare alla valutazione culinaria anche criteri legati alle condizioni di lavoro e alla condotta dei locali.
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