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Food 1 min di lettura7 ore fa

Vino, prezzi più bassi ma costi in salita: margini sotto pressione

A settembre il calo dei prezzi al consumo non rilancia le vendite, mentre energia e trasporti aggravano la situazione delle imprese vinicole.

Il settore del vino affronta una fase delicata: a settembre i prezzi pagati dai consumatori sono diminuiti, ma la domanda non ha mostrato segnali di ripresa. Nel frattempo, le aziende devono fare i conti con rincari che continuano a colpire le principali voci operative.


Prezzi giù, vendite ancora ferme

La riduzione dei prezzi al consumo non si è tradotta in un aumento degli acquisti. Le vendite restano infatti deboli, lasciando le imprese vinicole senza il beneficio atteso da una maggiore convenienza per i consumatori.

Il quadro combina così minori ricavi e una domanda che non riparte. Per le aziende, la pressione sui conti arriva quindi sia dal mercato sia dall’aumento delle spese necessarie per produrre e distribuire il vino.

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Energia e trasporti erodono i margini

A peggiorare la situazione contribuiscono i costi dell’energia e dei trasporti, indicati tra i fattori ancora in crescita. L’incremento di queste voci riduce lo spazio economico disponibile per le imprese, già alle prese con vendite stagnanti.

Unione Italiana Vini avverte che la conseguenza più evidente è la contrazione dei margini. L’associazione chiede interventi strutturali, ritenuti necessari per affrontare una crisi che non può essere risolta soltanto attraverso la diminuzione dei prezzi al consumo.

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