Vino, gli Stati Uniti riaccendono l’export: Europa ancora debole
Dopo un avvio complessivamente sfavorevole, le vendite negli Usa crescono del 17% grazie a scorte, rossi e prezzi più elevati
Il mercato statunitense offre un segnale positivo per il vino italiano, con una crescita del 17% nei primi sette mesi. Il dato, tuttavia, non basta a riportare in territorio positivo l’andamento complessivo delle esportazioni.
Douglas
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Gli Usa spingono la ripresa
Secondo Uiv, l’incremento registrato negli Stati Uniti è collegato innanzitutto alla ricostituzione delle scorte. A sostenere il risultato contribuiscono anche la buona tenuta dei vini rossi e l’aumento dei prezzi.
La performance americana rappresenta quindi l’elemento più dinamico tra i mercati extraeuropei considerati nel periodo. La crescita resta però circoscritta agli Stati Uniti e non modifica il bilancio generale dei sette mesi.
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Europa ancora in territorio negativo
Nel suo insieme, l’export italiano di vino continua infatti a segnare una variazione negativa dopo i primi sette mesi dell’anno. Il recupero ottenuto oltreoceano non è riuscito a compensare le difficoltà presenti sul fronte europeo.
Il quadro resta dunque diviso: da una parte gli Stati Uniti mostrano un aumento del 17%, dall’altra il risultato complessivo conserva il segno meno. Per Uiv, scorte, vini rossi e prezzi sono i principali fattori alla base del miglioramento osservato sul mercato americano.
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