Yannick Alléno si guarda allo specchio: il doppio di cera inquieta anche lui
Il cuoco francese è entrato al Musée Grévin con una statua a grandezza naturale, realizzata in sei mesi e presentata davanti a luci e sipario.
Per un personaggio abituato ai riflettori, persino il proprio doppio può avere un effetto spiazzante. Yannick Alléno lo ha scoperto davanti alla statua di cera che lo raffigura e che, dal 13 ottobre, è esposta al Musée Grévin di Parigi: un riconoscimento importante, ma anche un incontro decisamente perturbante.
«È piuttosto inquietante ritrovarsi faccia a faccia con se stessi», ha raccontato lo chef alla rivista francese Le Chef durante la presentazione. L’opera riproduce Alléno mentre si sistema il grembiule sopra la divisa da cuoco, utilizzando proprio una giacca fornita da lui.
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Sei mesi per creare il doppio
La realizzazione ha richiesto circa sei mesi e tre sessioni dello chef nei laboratori del museo. A occuparsi della scultura è stato Claus Velte, artista tedesco che ha lavorato insieme agli specialisti incaricati di rendere riconoscibili ogni dettaglio del volto e del corpo.
Il procedimento ha coinvolto la riproduzione della carnagione, degli occhi, della capigliatura e persino dell’impronta dentale. I capelli veri sono stati inseriti singolarmente, mentre per ottenere uno sguardo realistico è stato necessario l’intervento di un esperto di protesi oculari. L’arrivo della statua sul palco è stato accompagnato da un evento scenografico, con sipario e illuminazione intermittente.
Le stelle e il peso del nome
Alléno viene spesso presentato come il cuoco più premiato al mondo, grazie alle 18 stelle Michelin associate ai locali del suo gruppo. Il dato è corretto, ma va interpretato: non tutte le stelle sono state assegnate direttamente alla sua attività personale ai fornelli, perché il conteggio comprende i ristoranti appartenenti alla sua organizzazione.
Il suo percorso resta comunque quello di una delle figure centrali dell’alta cucina francese. Le prime tre stelle sono arrivate nel 2007, quando guidava Le Meurice. Nel 2014 ha assunto la gestione del Pavillon Ledoyen sugli Champs-Élysées e ha inaugurato Alléno Paris, premiato con tre stelle nel 2015.
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Un gruppo ormai internazionale
Nello stesso complesso parigino hanno trovato spazio anche L’Abysse, dedicato al sushi, e Pavyllon, proposta gastronomica più informale ispirata alla cucina di stampo bistrot. In seguito l’attività del gruppo si è allargata a Monte Carlo, Londra, Dubai e Osaka.
La cifra culinaria di Alléno ruota soprattutto attorno alle salse, riportate al centro della cucina contemporanea attraverso tecniche come estrazioni, fermentazioni e concentrazioni dei sapori. Tra gli incarichi più recenti figura Monsieur Dior, ristorante della casa di moda che ha ottenuto una stella Michelin appena sette mesi dopo l’apertura.
Il museo dei personaggi celebri
Per Parigi, il Musée Grévin rappresenta una sorta di grande galleria della fama. Fondato nel 1882, conserva oggi più di 250 statue dedicate a personalità di ambiti diversi. La cucina francese è ben rappresentata con figure come Paul Bocuse, Alain Ducasse, Anne-Sophie Pic, Pierre Hermé e Cyril Lignac.
L’ingresso di Alléno aggiunge così un altro nome di primo piano alla collezione. Il suo entusiasmo per l’omaggio è stato definito “immenso”, ma la reazione davanti alla copia in scala reale suggerisce anche un’altra verità: quando la cera riproduce ogni particolare, il confine tra celebrazione e inquietudine può diventare molto sottile.
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