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Food 1 min di lettura5 giorni fa

Vino e claim verdi, stretta in arrivo: cosa non si potrà più scrivere

La direttiva sui messaggi ambientali impone prove verificabili su etichette e materiali promozionali; per Manelli, la certificazione diventa il passaggio decisivo.

Le etichette del vino, così come siti internet, brochure e materiali usati alle fiere, dovranno cambiare registro. Con la nuova direttiva sui claim ambientali, i riferimenti alla sostenibilità non potranno più restare generici o basati su affermazioni impossibili da controllare.

Per il vicepresidente di Equalitas, Manelli, il punto centrale è uno solo: senza una certificazione, parlare di verde non basterà più. La regola, in sostanza, spinge produttori e operatori a dimostrare ciò che dichiarano.


Il verde dovrà essere verificato

La stretta riguarda tutti i canali di comunicazione usati dalle aziende del settore. Non solo le bottiglie, quindi, ma anche i contenuti online, i materiali promozionali e le presentazioni in fiera.

La novità è che ogni messaggio ambientale dovrà poggiare su elementi misurabili. L’obiettivo è evitare formule vaghe o slogan che richiamano la sostenibilità senza una base concreta.

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La certificazione come unico scudo

Manelli, che è vicepresidente di Equalitas, indica nella certificazione l’unico argine possibile. Secondo questa impostazione, solo un sistema di verifica può rendere credibili i claim ambientali usati dal comparto.

Il messaggio per il settore è netto: non basta dichiararsi sostenibili, bisogna poterlo provare. Ed è proprio qui che la nuova direttiva cambia le regole del gioco per chi comunica il vino come prodotto “green”.

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