Adrià, 40 visioni e una richiesta: Génesis deve continuare
Il cuoco catalano ha analizzato ogni episodio della serie su elBulli e ora spinge per un nuovo capitolo della storia gastronomica che lo ha reso celebre.
Ferran Adrià ha seguito Génesis per 40 volte, osservando le sei puntate alla ricerca di ogni possibile imprecisione. Dopo questo esame ravvicinato, il cuoco catalano non nasconde di voler vedere la storia proseguire: «Ci sono ancora molte cose da raccontare».
Adrià vuole riaprire il racconto
La richiesta di una seconda stagione arriva da uno dei protagonisti indiretti della serie, ma anche dal suo principale oggetto narrativo. Adrià ha infatti controllato con attenzione il modo in cui la produzione ha ricostruito la sua figura, affidata all’attore Miquel Fernández, capace di riprenderne l’atteggiamento e la cadenza.
Il numero delle visioni non sembra legato soltanto alla verifica dei dettagli. Nel rivedersi sullo schermo, Adrià ha potuto anche misurare la distanza tra la propria memoria e la rappresentazione televisiva della stagione che cambiò il ristorante elBulli e, più in generale, la cucina contemporanea.
Albert sceglie il silenzio
Nella serie, Carlos Cuevas interpreta Albert Adrià, fratello più giovane e figura molto meno incline all’esposizione pubblica. La sua caratterizzazione segue una direzione diversa: invece di puntare soprattutto su gesti e manierismi, l’attore richiama il principio «Lavorare e tacere», associato allo chef.
Quel motto restituisce il profilo di un professionista più appartato, oggi alla guida della brigata di Enigma. Mentre Ferran è diventato una presenza abituale nei grandi palcoscenici internazionali, Albert conduce il lavoro quotidiano del ristorante attraverso menu degustazione complessi e molto estesi, che lui stesso considera un male necessario.
La serie riporta in vita elBulli
Génesis è una produzione di TV3 e Netflix composta da sei episodi, presentata in anteprima durante il Culinary Cinema del Festival di San Sebastián. La trama ripercorre l’origine della trasformazione gastronomica spagnola attraverso la vicenda di elBulli, il locale affacciato su Cala Montjoi.
A dirigere il progetto è David Pujol, già autore di un documentario di lunga durata dedicato al ristorante. La sua esperienza gli ha permesso di intrecciare ricostruzione storica e finzione, includendo anche aspetti personali come la malattia e la morte di Juli Soler Lobo.
Il risultato viene giudicato da Adrià come la migliore serie mai realizzata sulla gastronomia. Un verdetto inevitabilmente interessato, visto che la rivoluzione raccontata coincide in larga parte con il percorso del cuoco, ma sostenuto dalla permanenza di materiali, strumenti e piatti che ancora oggi testimoniano l’impatto di elBulli.
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