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Food 1 min di lettura23 set

Viareggio ricorda Franceschini: quel tavolo che accese Slow Food

Dalla bottega aperta nel 1966 all’incontro del 1985 con Carlo Petrini e Stefano Bonilli: la storia di Romano Franceschini e del locale diventato un piccolo snodo culturale.

Quando Romano Franceschini arrivò a Viareggio aveva 17 anni. Da lì, nel 1966, prese forma il locale che avrebbe segnato la sua storia e, più tardi, avrebbe incrociato anche quella di un movimento destinato a farsi conoscere in tutta Italia.


Un approdo giovane, una scelta duratura

L’avventura viareggina di Franceschini cominciò molto presto e si trasformò in una presenza stabile nel tempo. L’apertura del ristorante risale al 1966, un passaggio che fissò il suo legame con la città e con il lavoro di sala e cucina.

Non si trattò soltanto di un esercizio commerciale, ma di un punto di incontro capace di attirare persone diverse. Nel corso degli anni quel locale diventò anche il luogo in cui si sarebbe concentrato un episodio rimasto nella memoria di chi collega cibo e cultura gastronomica.

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Il tavolo del 1985 e l’idea che nacque

La data chiave è il 1985. A uno dei tavoli del ristorante sedevano Carlo Petrini e Stefano Bonilli, circostanza che viene ricordata come uno dei passaggi legati alla nascita di Slow Food.

Quel pranzo o quella cena, consumati nel locale di Franceschini, viene oggi evocato come un momento simbolico. Il ristorante aperto quasi vent’anni prima, infatti, finì per intrecciarsi con una storia che avrebbe superato i confini di Viareggio e trovato spazio nel dibattito gastronomico nazionale.

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