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Food 2 min di lettura3 ore fa

Una cappella di Napoli diventa pizzeria sociale per detenuti

Il progetto Brigata Caterina formerà pizzaioli e collegherà la formazione a concrete opportunità di lavoro.

La Cappella di Santa Caterina de’ Celani, nel centro storico di Napoli, sarà recuperata e trasformata in una pizzeria sociale aperta al pubblico. Il progetto Brigata Caterina coinvolgerà persone detenute in un percorso di formazione professionale e reinserimento lavorativo.

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Un percorso oltre il carcere

L’iniziativa è stata presentata con un protocollo d’intesa sottoscritto dall’Arcidiocesi di Napoli, dal Comune, dal Tribunale di Sorveglianza, dalla Casa Circondariale Pasquale Mandato di Secondigliano e dall’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Campania.

L’obiettivo della rete istituzionale è accompagnare i partecipanti oltre la sola acquisizione di competenze. Dopo l’apprendimento del mestiere di pizzaiolo, il progetto punta a offrire uno spazio concreto in cui esercitare quanto imparato e avvicinarsi al mondo del lavoro.

La pizzeria non sarà quindi soltanto un laboratorio didattico. L’attività si svolgerà in un luogo aperto alla cittadinanza, così da collegare la formazione professionale a un’esperienza lavorativa reale e a un possibile percorso di autonomia.


La nuova funzione della cappella

La scelta della Cappella di Santa Caterina de’ Celani unisce il recupero di un edificio storico alla creazione di un luogo di incontro. Lo spazio, nato per accogliere la comunità, verrà restituito alla città con una funzione sociale legata alla formazione e all’inclusione.

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La trasformazione riguarderà una pizzeria accessibile al pubblico, nella quale i detenuti potranno mettere in pratica le abilità acquisite. La pizza diventerà così il mezzo attraverso cui costruire un collegamento tra il periodo trascorso in carcere e il successivo rientro nella società.


L’esperienza iniziata a Poggioreale

Brigata Caterina raccoglie un’esperienza già avviata nella casa circondariale di Poggioreale. Qui sono stati organizzati corsi per pizzaioli e attività di accompagnamento verso il lavoro, con l’intento di rendere utilizzabili anche fuori dal carcere le competenze apprese.

Il nuovo progetto mira a dare continuità a quel percorso, evitando che la formazione rimanga confinata all’interno dell’istituto. La cappella napoletana offrirà infatti un ambiente esterno nel quale sperimentare il lavoro e misurarsi con le esigenze di un’attività aperta alla clientela.

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