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Food 2 min di lettura6 giorni fa

Tommaso Foglia rompe lo schema: “Si può essere felici anche da soli

Il pasticciere e volto di Bake Off Italia racconta la sua famiglia, l’arrivo di una nuova persona accanto a lui, i sacrifici per il lavoro e il rifiuto dell’idea che felicità e matrimonio coincidano.

L’idea che la felicità debba passare per forza da matrimonio e figli, per Tommaso Foglia, non regge. Il pasticciere di Bake Off Italia, mentre racconta un periodo di lavoro intensissimo e pieno di novità, spiega invece di sentirsi appagato anche senza aderire allo schema tradizionale.


La felicità non passa dallo stereotipo

Foglia, nato nel 1990 e cresciuto a Nolo, dice di vivere una fase frenetica ma entusiasmante. Tra televisione, attività con le aziende e il libro Cinquanta sfumature di zucchero, descrive la sua quotidianità come un ballo continuo, dentro cui prova a tenere insieme tutti i suoi ruoli senza perdere equilibrio.


Dal forno di famiglia alla tv

Alle spalle c’è una storia molto concreta: un’infanzia felice, due genitori che lavoravano in un panificio e valori assorbiti presto. Da suo padre ha imparato costanza e disciplina, dalla madre attenzione e rispetto; il profumo del pane, racconta, lo accompagnava persino a scuola. Anche da adolescente, però, non era lo stesso ragazzo di oggi: era molto timido e ha iniziato ad aprirsi solo più tardi, quando il lavoro lo ha costretto a esporsi.

L’ingresso nella cucina di Don Alfonso 1890, a 17 anni, è stato il passaggio decisivo. Foglia ricorda una brigata affiatata, i complimenti dei clienti e la crescita professionale arrivata quasi in parallelo con le prime occasioni di viaggiare. Da quell’esperienza è nata anche un’idea che porterà avanti dall’anno prossimo: una serie di cene negli hotel di lusso in cui lavorano alcuni ex colleghi, da Hong Kong alle Maldive.

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Una vita piena di rinunce e affetti

Nel suo percorso, ammette, non sono mancate rinunce. Ha lasciato andare la passione per le moto e ha dovuto mettere in pausa anche le escursioni; in compenso oggi sente di aver trovato un nuovo equilibrio grazie a una persona entrata da poco nella sua vita, che lo accompagna quando gli impegni lo permettono. Racconta anche di aver fatto qualche weekend da solo per capire meglio se stesso e confermare che si può stare bene anche senza dipendere da qualcun altro.

Per Foglia, il sostegno resta comunque centrale: la famiglia è ancora coinvolta nella pasticceria e i nipoti fanno parte della sua quotidianità. È proprio da lì che arriva la sua idea di cura, maturata guardando i genitori al lavoro e rafforzata dalla televisione, dove ha capito che un dolce non è solo un prodotto, ma un gesto rivolto a sé o agli altri.


La madre malata e la scelta di restare

Nella parte più delicata del racconto emerge anche il momento in cui sua madre si è ammalata di tumore al seno. Foglia, che in quel periodo era a Bologna per lavoro, aveva pensato di mollare tutto e tornare subito a casa. Fu lei, però, a chiedergli di continuare: in famiglia c’erano già i fratelli a darle una mano. Un episodio che per lui ha pesato molto e che ha rafforzato l’idea di quanto contino rispetto, presenza e libertà di scelta.

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