620notizie oggi Scopri i vantaggi
Food 3 min di lettura2 ore fa

Slow Wine 2027, il dato che svela la crisi del vino italiano

La nuova guida di Slow Food amplia la platea delle cantine selezionate, ma registra segnali preoccupanti tra invenduto, nuove annate rinviate e sostenibilità ancora incompleta.

La fotografia più significativa di Slow Wine 2027 non è soltanto l’elenco delle cantine premiate, ma il numero di produttori che non sono riusciti a presentare nuovi vini. Sono 132 le aziende uscite dalla guida, mentre diverse altre hanno rinviato l’imbottigliamento: un segnale che si intreccia con le scorte ancora elevate e con una domanda internazionale in difficoltà.

L’edizione è stata presentata martedì 13 ottobre e raccoglie 7.809 vini provenienti da 2.033 cantine italiane e 26 slovene. A esaminarli sono stati 253 degustatori, impegnati nell’assaggio di oltre 10.000 etichette. Dietro la selezione, però, emergono tanto la vitalità di alcune realtà quanto la pressione che sta colpendo il settore.

Offerta del giorno19 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 73 giorni
********


Le nuove entrate non cancellano i ritiri

Rispetto all’edizione precedente, la guida accoglie 168 cantine in più. Il Mezzogiorno ha avuto un ruolo rilevante in questa crescita e la Sicilia, da sola, ha registrato un incremento di 20 aziende. In una fase complessa per chi vive di viticoltura, l’ingresso in una pubblicazione così selettiva può rappresentare una possibilità concreta di farsi conoscere puntando sulla qualità.

Il dato va tuttavia letto insieme a quello delle 132 cantine che hanno lasciato la guida. Non tutte sono state escluse per una valutazione negativa: in numerosi casi il problema è stato l’assenza di nuove bottiglie o lo slittamento della loro uscita commerciale. La spiegazione più immediata conduce alle giacenze accumulate nelle cantine italiane.


Le scorte restano il nodo principale

Il consumo mondiale di vino continua a diminuire, mentre l’Italia conserva il primato produttivo. Per l’ultima vendemmia la stima è di 41,1 milioni di ettolitri, in calo rispetto ai quasi 48 milioni dell’anno precedente, ma ancora davanti a Francia e Spagna.

A incidere sulla riduzione hanno contribuito sia la contrazione degli acquisti sia l’estate particolarmente torrida. Il clima, però, non può diventare una risposta strutturale all’eccesso di prodotto: una parte consistente del vino appena raccolto si aggiunge infatti a quello già fermo nei depositi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Il curatore Giancarlo Gariglio ha collegato proprio questo fenomeno alla scarsità di nuove annate, spiegando: «La frequenza dei riassaggi in fondo alle schede è aumentata: torniamo sui vini già recensiti perché le aziende non hanno imbottigliato le nuove annate, soprattutto dei rossi. Non è un’indagine statistica, ma un segnale forte, raccolto sul campo».


Bottiglie leggere, obiettivo ancora lontano

La sostenibilità ambientale resta uno dei criteri centrali di Slow Wine, che da 17 anni esclude le cantine basate sul diserbo chimico. Dalla scorsa edizione la guida ha inoltre indicato come traguardo un limite di 450 grammi per le bottiglie dei vini fermi, così da ridurre il peso degli imballaggi.

I risultati più recenti mostrano però un arretramento: soltanto il 38% dei vini recensiti è stato confezionato in bottiglie da 450 grammi o meno, contro il 41% registrato l’anno precedente. La direzione indicata è dunque chiara, ma l’applicazione resta parziale.

Slow Wine non propone una ricetta per superare la crisi e si limita a restituirne i segnali attraverso il lavoro dei degustatori. Allo stesso tempo, la guida mette in evidenza una rete di vignaioli che continua a investire in vini corretti, puliti e soprattutto buoni, nonostante la debolezza dei mercati.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere