Quattro pizzerie celebri restano senza Chiocciola: la scelta di Slow Food
La nuova guida premia 335 insegne e fotografa l’evoluzione delle osterie italiane, con Campania e Piemonte in evidenza e alcune esclusioni illustri
La nuova edizione di Osterie d’Italia riserva una sorpresa soprattutto alla Campania: quattro pizzerie molto note non hanno ottenuto la Chiocciola, il riconoscimento più importante assegnato dalla guida di Slow Food. Restano fuori Pepe in Grani di Franco Pepe, I Masanielli di Francesco Martucci, La Notizia di Enzo Coccia e la pizzeria Salvo dei fratelli Francesco e Salvatore.
La decisione riguarda locali già al centro del dibattito nell’edizione precedente. Per Pepe in Grani e I Masanielli era stata sollevata la questione di una possibile evoluzione verso una proposta troppo “gourmet” rispetto ai criteri della guida; Carlo Bogliotti aveva spiegato che Slow Food avrebbe rivalutato la loro presenza qualora fossero risultati non più coerenti con il proprio indirizzo editoriale. L’edizione 2025, invece, era stata segnata dalla perdita della Chiocciola da parte di Trippa, Cascina Lago Scuro e Caffè La Crepa.
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I premi che raccontano i territori
Tra i riconoscimenti speciali spicca quello assegnato a Maria Dadomo Campanini, novantenne titolare dell’Osteria Campanini di Busseto, in Emilia-Romagna, indicata come Oste dell’anno. La Menzione speciale FIPE, attribuita per i 40 anni di Slow Food, è andata alla Trattoria da Amerigo 1934 di Savigno.
Il titolo di Novità dell’anno è stato conferito a Martina Russi di Radici, a Vico del Gargano, in Puglia. Carolina Vio dell’Ortosteria da Renè di Bastia di Albenga, in Liguria, ha ricevuto il Premio Giovane dell’anno Vittorio Fusari Franciacorta, mentre Pino Trimboli de La Collinetta di Martone, in Calabria, è stato scelto per il Premio Ostinati.
Il riconoscimento per l’Interpretazione della cucina regionale è andato all’agriturismo Terra di Ea di Tortoreto, in Abruzzo. Roberta Polloni, di Casa e Ciliegie a Loro Ciuffenna, in Toscana, ha ottenuto il Premio Dispensa in osteria grazie al lavoro sulla produzione sostenibile a chilometro zero.
Tra gli altri premi figurano il Piatto dell’anno al Tris di paste ripiene dell’Hostaria Viola di Castiglione delle Stiviere, in Lombardia, e il Premio Vino in osteria a Thomas Del Castello dell’osteria Alla Ruota di Negrar di Valpolicella, in Veneto. Il Pork’n’Roll di Roma ha conquistato il riconoscimento dedicato alla birra, con oltre 100 etichette e produzioni artigianali, mentre la Taverna Nonna Vera di Latronico, in Basilicata, è stata premiata nella categoria Bere bene.
Campania in testa per Chiocciole
La classifica regionale dei massimi riconoscimenti vede la Campania al primo posto con 34 Chiocciole. Seguono il Piemonte con 31 e, a quota 26, Emilia-Romagna, Toscana e Puglia.
Se si considera invece il numero complessivo degli indirizzi presenti, il Piemonte guida la graduatoria con 169 locali. La Toscana ne conta 158 e la Campania 155, confermandosi tra le aree più rappresentate nella selezione nazionale.
Una guida sempre più ampia
L’edizione 2027 raccoglie 1.952 indirizzi recensiti. All’interno del volume trovano spazio anche 175 Locali Quotidiani, categoria che comprende pastifici, gastronomie ed enoteche con cucina: da quest’anno queste attività sono inserite direttamente nelle sezioni regionali.
Oltre alle 335 Chiocciole, la guida assegna 627 Bottiglie alle insegne considerate più meritevoli per la proposta enologica e 228 riconoscimenti Bere Bene. Il lavoro di selezione è stato realizzato da più di 250 collaboratori distribuiti lungo tutta la penisola.
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Bogliotti ha definito il volume uno strumento capace di trasmettere conoscenze sulla geografia, la storia, l’agricoltura, l’economia e la sociologia dell’Italia. Nel suo intervento ha ricordato anche Carlo Petrini, scomparso nell’anno della nuova edizione, sottolineando il legame personale del fondatore di Slow Food con osti e trattorie.
«Carlo Petrini, oltre che uno degli ideatori della guida, era anche un vero aficionado delle Osterie», ha raccontato Bogliotti, ricordando i viaggi compiuti insieme in Italia e le deviazioni organizzate per fermarsi a pranzo o a cena in una trattoria. Il responsabile editoriale ha aggiunto che l’obiettivo sarà proseguire il progetto nato dalla sua intuizione.
Quando arriva nelle librerie
La presentazione ufficiale si è svolta nella Sala Fucine delle Officine Grandi Riparazioni di Torino. Il volume sarà disponibile in libreria dal 21 ottobre al prezzo di 24,90 euro, mentre l’edizione per applicazione arriverà il 3 novembre.
La guida, nata 36 anni fa da un’idea di Carlo Petrini, è arrivata alla trentasettesima edizione. Nel tempo è diventata uno dei libri gastronomici più venduti in Italia e un riferimento per chi cerca una cucina legata alla tradizione, ai prodotti locali e alla vita dei territori.
Le Chiocciole regione per regione
In Valle d’Aosta i locali premiati passano da 1 a 3. Alle insegne già presenti si aggiungono La Brasserie du Bon Bec e Lou Ressignon, entrambe a Cogne; completa il gruppo Al Maniero di Issogne.
In Piemonte il totale sale da 29 a 31 grazie a Ristorante Da Maurizio di Cravanzana e Osteria Imperfetta di Guarene. L’elenco comprende Osteria dell’Arco ad Alba, ’L Bunet a Bergolo, Locanda dell’Olmo a Bosco Marengo, Battaglino e Boccondivino a Bra, Fuorimano e Reis Cibo Libero di Montagna a Busca, Il Moro a Capriata d’Orba, Cacciatori a Cartosio e Madonna della Neve a Cessole.
Fanno parte della selezione anche La Torre di Cherasco, Locanda dell’Arco di Cissone, La Speranza di Farigliano, Locanda Fontanazza di La Morra, Lou Pitavin di Marmora, Repubblica di Perno di Monforte d’Alba, Belvedere Roero e Cantina dei Cacciatori di Monteu Roero.
Il quadro piemontese è completato da Da Vittorio a Nucetto, Corona di Ferro a Saluzzo, Osteria della Pace a Sambuco, Del Belbo da Bardon a San Marzano Oliveto, La Coccinella a Serravalle Langhe, Impero a Sizzano, Antiche Sere, Consorzio e Scannabue a Torino, Osteria dell’Unione a Treiso e Locanda del Falco a Valdieri.
La Liguria passa invece da 9 a 12 Chiocciole. I tre nuovi ingressi sono OrtOsteria Renè ad Albenga, Dalla Padella alla Brace a Imperia e Da Fiorella a Luni.
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