5.000Lettori online ora
Food 2 min di lettura5 giorni fa

Pollica conquista la FAO: il paese cilentano che custodisce il Mediterraneo

La comunità del Cilento entra tra gli Eroi del Cibo della FAO grazie a pratiche, colture e saperi che hanno reso globale la cultura mediterranea.

“Pollica ci mostra come un territorio possa diventare laboratorio di trasformazione e come un patrimonio profondamente locale possa parlare al mondo”. Con queste parole Sara Roversi, presidente del Future Food Institute, ha descritto il valore internazionale della comunità cilentana.

Il legame tra identità locale e confronto globale passa anche da Convivium, la casa italiana inaugurata nell’East Village dal Future Food Institute insieme al Centro Studi Dieta Mediterranea del Comune di Pollica. Lo spazio è stato pensato come luogo di dialogo attraverso il cibo, con l’obiettivo di affrontare temi come salute pubblica, biodiversità, cambiamento climatico e pace.


Una tradizione oltre la nostalgia

La dieta mediterranea non coincide più soltanto con il racconto romantico di un’alimentazione rurale del passato. Gli studi storici hanno ridimensionato quella rappresentazione, nata dall’osservazione di popolazioni dedite al lavoro fisico e caratterizzate da un apporto alimentare essenziale, ma meno esposte alle malattie cardiovascolari.

Nel tempo, tuttavia, quel modello è diventato il simbolo di uno stile alimentare fondato sulla stagionalità, sul rapporto con il territorio e sulla varietà degli alimenti. L’UNESCO lo ha inserito tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità, consolidandone il riconoscimento internazionale.


Il Cilento entra nella lista FAO

A rafforzare questo percorso è arrivata la selezione di Pollica tra gli Eroi del Cibo della FAO. Il comune salernitano, che conta poco più di 2mila abitanti, è stato premiato per la capacità di mantenere vive pratiche e conoscenze legate alla propria cultura alimentare.

L’annuncio è stato dato a New York da Maurizio Martina, vicedirettore generale della FAO, durante la conferenza Food for Health – Food for Earth. L’appuntamento, promosso dal Future Food Institute alla New York University nella settimana dell’Assemblea Generale dell’ONU, ha offerto il contesto per valorizzare il ruolo delle comunità nella trasmissione del patrimonio gastronomico. “Il patrimonio non sopravvive rimanendo conservato sotto una teca di vetro. Vive quando le comunità lo praticano, lo condividono e lo tramandano da una generazione all’altra.”

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Pioppi, gli studi e il mare

Una parte decisiva della storia si concentra a Pioppi, frazione di Pollica. Qui Ancel e Margaret Keys analizzarono le abitudini alimentari della popolazione locale, collegandole a una minore incidenza dei disturbi cardiovascolari e portando così la dieta mediterranea all’attenzione del pubblico internazionale.

Il riconoscimento tiene conto anche della continuità di attività e coltivazioni tradizionali. Tra queste figura la pesca delle alici con la menaica, tecnica rispettosa dei cicli del mare, insieme alla conservazione di ulivi, fichi, legumi e sementi autoctone.


Una comunità al centro

Stefano Pisani, sindaco di Pollica, ha accolto l’attestazione sottolineando che il suo significato non riguarda soltanto prodotti o ricette, ma soprattutto le persone che fanno vivere quel patrimonio. “Il riconoscimento ha un valore straordinario proprio perché mette al centro le persone e la comunità”.

Pollica sarà inoltre coinvolta nelle iniziative dedicate alla prima Giornata Internazionale della Dieta Mediterranea, prevista il prossimo 16 novembre, e alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione del 16 ottobre. In queste occasioni il comune cilentano è destinato a diventare uno dei luoghi di riferimento delle celebrazioni.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere