Ozempic, la sfida comincia dopo: come difendere il peso perso
La sospensione dei GLP-1 può riaccendere la fame mentale e favorire il recupero dei chili, aprendo nuovi spazi per alimenti mirati e terapie più facili da seguire.
Il vero banco di prova dei farmaci GLP-1 potrebbe arrivare quando la terapia finisce. Con la sospensione delle somministrazioni, infatti, il cosiddetto “rumore del cibo” tende a tornare: i pensieri legati all’alimentazione diventano più insistenti e per molti pazienti diventa difficile conservare i risultati raggiunti.
Il problema riguarda anche la continuità delle cure. Dopo un anno, la quota di persone che interrompe il trattamento oscilla generalmente tra il 36% e il 65%, con livelli ancora più alti tra i pazienti che non hanno il diabete. In molti casi, alla fine della terapia segue il recupero di una parte dei chili persi.
Il peso perso resta difficile da difendere
La possibilità di ingrassare nuovamente sta spingendo numerosi pazienti a proseguire il trattamento per periodi molto lunghi. James Watson, responsabile della produzione per le piccole e medie imprese alimentari e delle bevande presso Argon & Co, ha osservato: «Il recupero del peso è anche il più forte argomento clinico a favore della prosecuzione del trattamento, e sta spostando l’inquadramento da “ciclo di cura” a “terapia cronica”».
Secondo Watson, l’elevato numero di interruzioni non dovrebbe tradursi necessariamente in una battuta d’arresto per i GLP-1. Il mercato potrebbe piuttosto frammentarsi, con una parte di utilizzatori destinata a interrompere le cure e un’altra orientata a mantenerle nel tempo. L’impatto potenziale sull’industria alimentare viene indicato in 73 miliardi, legati alla trasformazione delle abitudini di consumo provocata da Ozempic e dai farmaci analoghi.
Le aziende preparano il dopo terapia
La prospettiva di mantenere la forma senza dipendere a vita dai medicinali sta già attirando l’attenzione delle multinazionali alimentari. Nestlé ha messo a punto combinazioni brevettate di ingredienti pensate per ridurre l’appetito dopo la sospensione dei farmaci, mentre la statunitense Robard Corporation ha realizzato la bevanda Biocare2 con un obiettivo simile.
Caroline Young, responsabile degli approfondimenti dell’Institute of Grocery Distribution (IGD), ha sintetizzato così la posta in gioco: «Il mantenimento del peso sarà sempre l’obiettivo a lungo termine dopo la perdita di peso, quindi mentre i GLP-1 stanno risolvendo un problema immediato, a lungo termine l’industria deve rendere più facile per gli utenti post-GLP-1 mantenere i chili persi».
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Le aziende si stanno quindi muovendo su due direttrici: prodotti destinati a chi segue una terapia per il controllo del peso e alimenti pensati per chi deve stabilizzare il risultato ottenuto. La riduzione del numero e delle quantità dei pasti ha già modificato la domanda; ora l’attenzione si sposta sulla fase successiva.
Le pillole possono cambiare la durata delle cure
Un altro passaggio importante sarà l’arrivo nell’Unione europea dei GLP-1 in compresse. Michel Savini, socio associato per le piccole e medie imprese delle scienze della vita presso Argon & Co, ha spiegato: «Le pillole rimuovono diverse difficoltà che rendono complicato l’uso a lungo termine: niente aghi, nessuno smaltimento di oggetti taglienti, nessuna catena del freddo e un prezzo d’ingresso più basso».
Rispetto alle iniezioni, una compressa quotidiana potrebbe inserirsi più facilmente nella routine di chi è già abituato ad assumere medicinali continuativi. Questo formato, inoltre, può ridurre alcuni ostacoli pratici e ampliare il pubblico dei trattamenti, rendendo più stabile la presenza dei GLP-1 nelle abitudini dei consumatori.
Savini ha però segnalato anche un limite: «Ci sono alcune difficoltà con cui le pillole non sono d’aiuto; per esempio, gli effetti collaterali gastrointestinali, che possono essere maggiori con i farmaci orali, rappresentando la seconda causa principale di interruzione».
La ricerca, dunque, non guarda più soltanto alla perdita di peso. Le imprese stanno cercando soluzioni sia per accompagnare chi assume questi farmaci sia per sostenere chi li ha sospesi, mentre l’evoluzione delle formulazioni potrebbe trasformare il trattamento da percorso temporaneo a impegno di lunga durata.
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