Il segreto dei fegatelli toscani? Il pane dorato che li completa
Fegato di maiale, rete, finocchio e alloro danno vita a un secondo rustico della tradizione toscana, da servire con pane croccante e contorni semplici.
Se avanzano, i fegatelli possono restare in frigorifero per non oltre due giorni. Prima di servirli di nuovo, è preferibile scaldarli in padella oppure passarli brevemente in forno, così da riportarli in tavola caldi e più gradevoli.
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Pane e contorni fanno la differenza
Il pane casereccio non è soltanto un accompagnamento: inserito tra gli involtini nello spiedino, raccoglie i succhi della carne e diventa dorato durante la cottura. Si possono usare quattro fette, meglio ancora se prive di sale come vuole la consuetudine toscana, tagliate con uno spessore di circa un centimetro e mezzo.
A tavola i fegatelli si possono affiancare a fagioli all’uccelletto oppure a patate arrosto. Chi preferisce una preparazione più essenziale può eliminare il pane dagli spiedini o sostituirlo con piccole salsicce, lasciando comunque spazio a una fetta di pane tostato con poco olio per ogni porzione.
Una ricetta rustica da riscoprire
Il gusto intenso del fegato di maiale divide i commensali: è un sapore deciso, legato alla cucina contadina e alle preparazioni di un tempo. Per questo motivo la ricetta può piacere soprattutto a chi apprezza le frattaglie e i piatti tradizionali della Toscana.
La rete di maiale svolge un compito essenziale, perché protegge il fegato dal calore diretto e ne limita l’eccessiva asciugatura. Chi vuole semplificare il lavoro può acquistare fegatelli già preparati nei supermercati più riforniti oppure chiedere al proprio macellaio di confezionarli.
Ingredienti e passaggi decisivi
Per quattro fette di pane facoltative servono 500 g di fegatelli di maiale, 100 g di rete di maiale, 2 cucchiai di aceto, alloro quanto basta, 1 cucchiaio di semi di finocchio, sale fino e pepe nero. Occorre inoltre qualche rametto di alloro da usare come sostegno per gli spiedini.
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Per iniziare, immergete la rete per alcuni minuti in acqua calda acidulata con l’aceto, quindi lasciatela ammorbidire. Riducete il fegato in pezzi regolari, lunghi circa 6 centimetri e larghi 2, e ritagliate la rete in porzioni sufficienti a rivestirli.
Cottura lenta e involtini morbidi
Sistemate ogni pezzo di fegato al centro della rete, insaporitelo con sale, pepe e semi di finocchio, poi aggiungete una foglia di alloro. Chiudete la rete ripiegandola intorno alla carne, come per formare un piccolo pacchetto, e ripetete l’operazione fino a esaurire gli ingredienti.
Preparate quindi il pane in pezzi simili agli involtini e infilate tutto alternando pane, fegatello e alloro. Se non avete rametti freschi, potete ricorrere a normali spiedini, ma l’alloro resta importante per il profumo caratteristico della preparazione.
Cuocete in forno già caldo a 180 °C per 20 minuti. Il fegato può essere protagonista anche di altre ricette italiane, dal fegato alla veneziana alle versioni con le mele; per chi non ha mai provato le frattaglie, un primo assaggio più delicato può essere rappresentato dai fegatini di pollo fritti.
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