1.240notizie oggi
Food 3 min di lettura13 ott

Baladin, arrivano 16,4 milioni: il socio resta nell’ombra

Un investitore olandese entra con una quota di minoranza e finanzia l’espansione del birrificio piemontese, dalla produzione ai nuovi locali.

Il nuovo capitale arriva senza cambiare la natura di Baladin: il birrificio piemontese ha raccolto 16,4 milioni di euro da un imprenditore olandese attivo nella tecnologia finanziaria, la cui identità non è stata resa pubblica. L’investitore entrerà con una partecipazione significativa ma non di controllo, attraverso la propria struttura patrimoniale, mentre Teo Musso manterrà il legame con il progetto artigianale nato a Piozzo.

L’operazione punta a rafforzare l’azienda in una fase in cui diversi marchi della birra hanno invece perso autonomia o sono stati chiusi dopo l’ingresso di grandi gruppi. Il perfezionamento è atteso a novembre, dopo le autorizzazioni degli organi societari e il completamento delle condizioni previste.

Offerta del giorno14 ottobre

Douglas

-25% su app da Douglas con Beauty Card

Scade tra 2 giorni
*******


Un socio riservato per crescere

Le risorse finanzieranno quattro linee di sviluppo: maggiore capacità produttiva, potenziamento della distribuzione, investimenti digitali e ampliamento della rete di vendita diretta. Il piano comprende anche sei nuove aperture nel settore della ristorazione, con due locali destinati a Milano e Roma nei prossimi mesi.

Le nuove sedi si aggiungeranno a quelle già attive a Piozzo, Torino, Torino Aeroporto, Roma e Cuneo. In una fase successiva, inoltre, l’intera rete Open Baladin sarà incorporata direttamente nel gruppo: il comparto genera oggi circa 5,5 milioni di euro all’anno e dovrebbe contribuire a portare il giro d’affari complessivo oltre quota 22 milioni entro la fine del 2026.

Teo Musso ha collegato l’arrivo del nuovo partner alla volontà di costruire una crescita duratura: «Oggi siamo particolarmente orgogliosi di annunciare un nuovo step di crescita di Baladin e di accogliere nella nostra famiglia un importante family office cui ci accomuna una visione di lungo periodo, di sviluppo sostenibile e di creazione di valore nel tempo». Il termine inglese utilizzato nella dichiarazione identifica la struttura patrimoniale dell’investitore; il suo nome, invece, resta riservato.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Numeri in salita, filiera italiana

Baladin ha mosso i primi passi nel 1986, quando Musso aprì a Piozzo il pub Le Baladin. Dieci anni più tardi il locale divenne il primo spazio aziendale dedicato alla produzione della birra, contribuendo alla crescita del movimento artigianale italiano. Nel tempo l’impresa ha costruito una filiera agricola nazionale integrata, con oltre il 95% delle materie prime autoprodotte.

Nel 2024 la società aveva già raccolto 5 milioni di euro in appena sei giorni grazie a una campagna di partecipazione aperta alla propria comunità, cui aderirono più di 2.300 piccoli investitori. Ora la nuova iniezione finanziaria dovrebbe accompagnare un ulteriore salto di dimensione, senza rinunciare all’impostazione produttiva sviluppata negli anni.

Nel 2025 il birrificio ha realizzato 27mila ettolitri ed è arrivato in 47 Paesi, con circa 3.000 rivenditori e 24.000 clienti online. Per il 2026 la previsione è di raggiungere 16 milioni di euro di ricavi, il 10% in più rispetto all’anno precedente, anche grazie alla risposta ottenuta dalla birra analcolica Botanic.

Isaac Musso, presidente e amministratore di Baladin SpA, ha spiegato che il nuovo investimento dovrebbe sostenere sia l’aumento della produzione sia l’espansione commerciale. Nel disegno industriale rientra anche l’obiettivo di superare i 45 milioni di euro di ricavi netti nel 2029, dopo l’integrazione della ristorazione nel gruppo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere