Frigoriferi sabotati in Francia: il conto dello spreco arriva a decine di milioni
Un attacco informatico ha alterato la refrigerazione di numerosi supermercati francesi, imponendo la distruzione di surgelati, carne e altri alimenti deperibili.
Decine di milioni di euro: è l’ordine di grandezza delle perdite stimate per una sola giornata da Thierry Cotillard, amministratore delegato di Intermarché. Il bilancio comprende il valore dei prodotti da eliminare, ma anche i costi legati al ripristino degli impianti e alla gestione dell’emergenza.
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Un conto pesante per la distribuzione
La cifra indicata da Cotillard in televisione non costituisce ancora una valutazione definitiva. Al danno economico vanno infatti aggiunte le possibili riparazioni alle apparecchiature, le attività tecniche necessarie per rendere nuovamente sicuri i sistemi e gli effetti sulla normale operatività dei negozi.
Sul caso la procura di Parigi ha avviato un’inchiesta. Gli investigatori dovranno risalire agli autori dell’intrusione e stabilire con maggiore precisione sia l’ampiezza dei danni sia la quantità di merci andata perduta.
Temperature fuori controllo nei negozi
L’episodio ha trasformato i reparti alimentari in aree a rischio: i dispositivi di controllo sono stati alterati a distanza e, in alcuni punti vendita, frigoriferi e congelatori avrebbero raggiunto i 50 °C per circa sei ore. In condizioni simili, la catena del freddo viene compromessa e gli alimenti non possono più essere venduti.
Surgelati, carne e altri prodotti facilmente deteriorabili sono stati quindi raccolti e destinati allo smaltimento. Tra i materiali da eliminare c’erano anche carrelli pieni di confezioni scongelate, mentre la quantità complessiva di cibo gettato non è stata ancora calcolata con esattezza.
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L’allarme coinvolge più insegne
Intermarché ha comunicato inizialmente il coinvolgimento di circa 150 punti vendita. Il gruppo Les Mousquetaires, che controlla l’insegna, ha confermato l’anomalia delle temperature e la decisione di ritirare tutti gli alimenti potenzialmente esposti a contaminazione.
Le verifiche hanno poi allargato il quadro ad altre catene francesi. Le prime stime indicavano circa 80 negozi Carrefour interessati, quasi 100 Coopérative U e un numero non precisato di punti vendita Monoprix; con il prosieguo degli accertamenti sono emerse difficoltà anche in altri gruppi della distribuzione.
La falla nasce da impianti connessi
L’attacco sembra aver sfruttato una debolezza nei sistemi Danfoss utilizzati per amministrare la refrigerazione. L’azienda danese ha spiegato che alcuni apparati funzionavano con programmi interni superati oppure non erano più coperti dal supporto tecnico, e di conseguenza non ricevevano aggiornamenti di sicurezza.
Danfoss aveva già invitato i propri clienti a mantenere aggiornati i dispositivi ancora supportati e a sostituire le soluzioni ormai obsolete. L’accaduto mostra così che la sicurezza digitale non riguarda soltanto computer e dati personali: anche un impianto frigorifero collegato alla rete può diventare il punto d’ingresso per un danno economico, sanitario e ambientale di vasta portata.
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