Foie gras, a Washington MAGA e progressisti fanno fronte comune
Il referendum sostenuto da oltre 45mila firme divide la capitale tra tutela animale e libertà dei ristoratori
A Washington il foie gras è al centro di un referendum locale che ha avvicinato sostenitori di Donald Trump e progressisti.
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Lo chef annuncia la resistenza
Bart Hutchins, chef e co-gestore del Butterworth’s, ha già promesso di opporsi a un eventuale divieto anche nelle aule di tribunale. Se la vendita del prodotto diventasse illegale, ha fatto sapere che continuerebbe a servirlo: «Sarò il primo prigioniero del foie gras».
Il ristoratore, vicino al movimento MAGA, ha definito inevitabile una lunga disputa legale e ha assicurato che farà tutto il possibile per prendervi parte. La sua posizione è stata espressa durante la mobilitazione organizzata a sostegno del settore.
I dubbi sul divieto cittadino
Una parte dei residenti considera la consultazione poco collegata alle urgenze della capitale. Tra le priorità indicate dai cittadini scettici ci sono i tagli al bilancio delle scuole, mentre il divieto avrebbe un effetto limitato: chi volesse consumare foie gras potrebbe attraversare il Potomac e raggiungere la Virginia.
Il referendum è arrivato alle urne dopo la raccolta di oltre 45.000 firme. La proposta punta a cancellare la vendita e la somministrazione del prodotto a Washington.
La campagna degli animalisti
A promuovere il provvedimento è Pro-Animal DC, i cui attivisti partecipano agli appuntamenti elettorali insieme a Olivia, un’anatra viva scelta come simbolo della protesta. Dopo aver manifestato davanti ai singoli ristoranti senza ottenere risultati, il gruppo ha deciso di affidare la decisione agli elettori.
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La portavoce Natalie Fulton sostiene che Washington sia il terzo mercato statunitense per consumo di foie gras, preceduta da New York e Las Vegas. La campagna ha raccolto più di 470.000 dollari grazie a donatori locali e grandi fondazioni e mira alla chiusura definitiva delle attività legate al prodotto.
L’intesa tra posizioni opposte
La proposta ha creato un’alleanza insolita. Hutchins, esponente dell’area conservatrice, si è trovato sulla stessa linea di José Andrés, chef e attivista progressista spesso critico verso l’amministrazione Trump.
Andrés ha affidato a X la propria contrarietà al referendum, invitando a concentrarsi su problemi di maggiore portata: «Abbiamo bambini che soffrono la fame negli USA e nel Mondo… poniamo fine alla fame e poi parliamo».
La cena per raccogliere fondi
Il Butterworth’s, frequentato dai sostenitori di Donald Trump a Capitol Hill, ha organizzato una serata da 150 dollari a persona per finanziare la difesa del foie gras. Il percorso gastronomico comprendeva quattro portate, tra cui un’insalata Waldorf con scaglie di foie gras e un gelato preparato con fegato d’anatra.
Hutchins ha sostenuto che la vicenda abbia ormai superato i confini della politica municipale. Per difendere l’alimentazione forzata degli animali, pratica contestata dagli attivisti, ha avvertito che il dibattito potrebbe estendersi in futuro anche ad altre specie e ad altri alimenti.
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