Frutta al cioccolato, mercato italiano oltre 40 milioni
Franuí concentra l’89% delle vendite, ma il prodotto divide per zuccheri, grassi e lavorazioni industriali.
In Italia la frutta surgelata ricoperta di cioccolato ha superato i 40 milioni di euro di valore. Nell’ultimo anno le vendite sono aumentate di oltre il 300%, secondo le rilevazioni di Circana.
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Franuí domina le vendite italiane
Il marchio argentino Franuí detiene circa l’89% del mercato nazionale. L’azienda è nata nel 2013 in Patagonia dall’iniziativa di Diego Fenoglio, imprenditore di origini piemontesi e fondatore della cioccolateria Rapanui.
La prima proposta era composta da lamponi congelati e rivestiti con cioccolato bianco e al latte. Nel 2014 è arrivata la variante con copertura bianca e fondente, mentre nel 2026 il catalogo si è ampliato con Franuí Gold, preparato con fragole, cioccolato bianco e caramello.
Dal 2020 la produzione è presente anche in Spagna, nello stabilimento di Valencia. In Italia il marchio è distribuito dal 2021, soprattutto nei reparti dei surgelati della grande distribuzione, con confezioni da 150 grammi vendute anche a 4,99 euro da Lidl.
I concorrenti cercano spazio
La seconda posizione appartiene a Trü Frü, marchio del gruppo Mars arrivato nella distribuzione italiana nel 2026. La sua offerta comprende fragole con cioccolato bianco e al latte, lamponi con cioccolato bianco e fondente e ananas ispirato al gusto piña colada, con cioccolato bianco e cocco. La quota attribuita al marchio è vicina al 10%.
Tra i possibili ingressi futuri c’è Pukpip, azienda britannica che propone banane congelate ricoperte di cioccolato in formato monoporzione. Un primo contatto con il mercato italiano è avvenuto durante Tuttofood Milano, dove la polacca Chillberry ha presentato frutti di bosco surgelati con copertura al cioccolato.
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Negli Stati Uniti si è distinta Fruit Riot, che punta sul contrasto tra dolcezza e acidità. Nelle 12 settimane concluse il 17 maggio 2026 il marchio ha raggiunto 27,7 milioni di dollari di vendite, con un incremento del 59% secondo Circana.
Dubbi sul profilo salutare
Il successo del prodotto è legato anche alla percezione di spuntino a base di frutta. Tuttavia, diverse analisi hanno messo in discussione questa immagine: la quantità di frutta in alcune referenze supera di poco il 30%, mentre il resto è composto soprattutto da zuccheri e grassi.
Le lavorazioni e il numero degli ingredienti fanno inoltre rientrare questi alimenti nella categoria dei prodotti ultraprocessati. Anche la conservazione delle proprietà della frutta non può essere data per scontata: incidono i trattamenti precedenti al congelamento e il contatto con il cioccolato caldo, che può ridurre alcune vitamine.
La consistenza conquista i consumatori
Una parte della loro attrattiva dipende dalla sensazione al palato. Il frutto resta freddo e compatto all’interno, la copertura è croccante e, dopo pochi secondi, diventa morbida mentre si scioglie.
La combinazione di consistenze diverse risponde alla ricerca di esperienze alimentari nuove in un mercato ricco di prodotti simili. Per questo la categoria potrebbe continuare ad attirare marchi e consumatori anche nei prossimi anni.
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