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Food 1 min di lettura12 ott

Flat white, la sfida al cappuccino: più espresso e meno schiuma

Il caffè nato tra Australia e Nuova Zelanda conquista con il contrasto tra latte vellutato, microschiuma e una presenza più marcata dell’espresso.

A prima vista può ricordare un cappuccino, ma il flat white si distingue per un equilibrio diverso: nella tazza arriva più caffè, mentre la schiuma di latte è ridotta. È proprio questa combinazione ad averne favorito la crescente popolarità.

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Un’origine contesa tra due Paesi

Le sue radici vengono collocate tra Australia e Nuova Zelanda, dove questa bevanda ha sviluppato una propria identità nel mondo del caffè. Il nome indica una preparazione basata sull’incontro tra espresso e latte.

Il risultato non punta su uno spesso strato di schiuma, ma su una consistenza più uniforme e delicata. La microschiuma vellutata diventa così uno degli elementi che distinguono il flat white dalle bevande simili.

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Più espresso, meno schiuma

Il confronto con il cappuccino chiarisce la principale differenza. Nel flat white il gusto del caffè resta più evidente, mentre la quantità di schiuma è inferiore rispetto a quella che caratterizza il cappuccino.

La preparazione unisce dunque espresso e latte lavorato fino a ottenere una microschiuma fine. È questa proporzione, insieme alla superficie liscia e cremosa, a definire il profilo del flat white.

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