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Food 1 min di lettura2 giorni fa

Dopo cena resta il piatto: la storia del Buon Ricordo

Dal 1964 il progetto valorizza le tradizioni gastronomiche regionali attraverso una collezione che oggi supera i 900 esemplari.

Il souvenir, in questo caso, non si compra prima di partire: arriva alla fine del pasto. Nei ristoranti legati al Buon Ricordo, il piatto utilizzato per la cena diventa infatti il simbolo da conservare, trasformando l’esperienza a tavola in un ricordo tangibile.


Una storia iniziata nel 1964

Il Buon Ricordo è nato nel 1964 con l’obiettivo di far conoscere le diverse cucine regionali. L’idea unisce così la scoperta dei sapori locali a un oggetto concreto, capace di richiamare il luogo e l’esperienza vissuta.

Nel corso degli anni, questa formula ha mantenuto il suo legame con la ristorazione e con la valorizzazione delle identità gastronomiche del territorio. Il piatto non è soltanto un elemento della tavola, ma diventa parte della memoria del commensale.

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Oltre 900 piatti da raccogliere

La collezione oggi comprende più di 900 piatti, un numero che racconta la varietà delle proposte regionali rappresentate. Ogni esemplare contribuisce a costruire un repertorio dedicato alla cucina italiana e alle sue differenze locali.

Attorno al progetto si è sviluppata anche una comunità di appassionati. Il Buon Ricordo continua così a mettere in relazione il piacere del cibo, la conoscenza delle tradizioni e il collezionismo, partendo da un gesto che si compie dopo l’ultima portata.

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