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Food 2 min di lettura1 ora fa

Dolci realistici, vendite moltiplicate ma Vitaro teme il declino

Il gelatiere calabrese ha raggiunto 300 monoporzioni quotidiane, ma avverte: la moda potrebbe essersi già esaurita

Alberto Vitaro ha portato le vendite giornaliere da circa 40 a 300 monoporzioni in cinque mesi grazie ai dolci realistici. Ora il gelatiere di Rende, in provincia di Cosenza, mette però in dubbio la durata del fenomeno e segnala il rischio di acquisti motivati soltanto dalle fotografie sui social.

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Il successo arrivato da lontano

Le preparazioni ispirate a pesche, ciliegie, arachidi e noci hanno attirato clienti anche oltre i 150 chilometri di distanza. Alcuni sono arrivati perfino da Matera, contribuendo alla crescita dell’attività Alta Cremeria Vitaro, premiata con i Tre Coni nella guida Gelaterie d’Italia 2027 del Gambero Rosso.

Per Vitaro, la scelta ha avuto un effetto positivo sui conti e sulla notorietà del marchio. Il gelatiere, inizialmente contrario a seguire una moda già molto presente su Instagram e TikTok, ha accettato di proporre questi prodotti dopo l’aumento delle richieste da parte della clientela.

«Lo rifarei sotto un punto di vista imprenditoriale», ha spiegato Vitaro, ricordando come la nuova linea abbia portato liquidità e consumatori mai entrati prima nel locale. Il fenomeno, nato soprattutto tra utenti giovani, si è diffuso rapidamente tra pasticcerie e gelaterie.


La critica alla moda delle immagini

L’aumento della domanda ha richiesto più personale, attrezzature, ingredienti e ore di lavorazione. L’investimento ha prodotto ricavi nel breve periodo, ma può diventare oneroso quando l’interesse del pubblico si sposta verso una nuova preparazione.

Il gelatiere contesta anche il comportamento di chi compra il dolce per fotografarlo e condividerlo, senza arrivare a consumarlo. In alcuni casi, ha raccontato, il prodotto finisce nella spazzatura dopo un solo assaggio: un effetto che trasforma la ricerca dell’immagine in uno spreco di cibo e risorse.

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Vitaro ritiene inoltre che una tendenza possa avvicinare nuovi clienti, senza però modificare stabilmente i loro gusti. Dopo aver provato una novità, osserva, molti tornano alle scelte abituali come nocciola, cioccolato, gianduia e caffè.


Identità e nuovi prodotti

Il professionista calabrese preferisce costruire un’offerta riconoscibile, legata alla propria tecnica e al territorio, invece di dipendere da mode passeggeri. «Il trend passa, ciò che tu puoi costruire con un dolce identitario rimane invece ben saldo», ha detto parlando del rapporto tra novità commerciali e fidelizzazione.

Secondo Vitaro, la rappresentazione della frutta non è un’invenzione recente: in Italia esiste una tradizione legata al marzapane e all’illusione visiva. La sua proposta ha cercato di distinguersi attraverso materie prime, consistenze e uso del cioccolato, senza riprodurre in modo identico il lavoro di Cédric Grolet.

Sul piano gastronomico, il gelatiere considera limitante una preparazione costruita quasi soltanto sull’aspetto esteriore. «Un dolce si costruisce su altri pilastri: aspetti di acidità, masticazione, abbinamenti, consistenze», ha osservato, sostenendo che l’equilibrio non possa dipendere dalla sola somiglianza con un frutto.

Per questo guarda alla nuova colazione sfogliata come alla possibile direzione successiva: una proposta nata come moda, ma ritenuta più adatta a trasformarsi in un’abitudine duratura.

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