Denominazioni alimentari: ratifica del Ceta ancora incompleta
L’accordo tra Unione europea e Canada protegge molte denominazioni, ma ammette eccezioni per alcuni prodotti locali
In Canada il termine Parmesan può essere usato per formaggi prodotti sul posto. L’eccezione è tra i nodi che continuano a rallentare la piena entrata in vigore del Ceta, l’accordo commerciale tra Unione europea e Canada.
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Le esportazioni sono aumentate
Nonostante le tensioni sulle denominazioni, gli scambi agroalimentari hanno registrato una crescita. Una valutazione della Commissione europea pubblicata nel 2025 indica che, tra il 2017 e il 2023, il valore delle esportazioni lattiero-casearie europee verso il Canada è salito del 62% rispetto alla media del periodo 2012-2016.
Nello stesso confronto, le vendite europee di carne in Canada sono aumentate del 188%. Questi risultati hanno contribuito a modificare alcune posizioni politiche: la Vallonia, che per anni aveva contrastato l’intesa, ha approvato il Ceta nel giugno 2026.
Le eccezioni sulle denominazioni
L’accordo, applicato in via provvisoria dal settembre 2017, ha rafforzato la protezione di numerose indicazioni geografiche europee. Tuttavia, ha previsto deroghe per alcuni nomi già utilizzati da produttori canadesi, a condizione che vengano rispettate determinate regole.
Tra i casi interessati figurano Parmesan, Gorgonzola, Fontina e Asiago. Per l’Italia il tema è particolarmente sensibile, perché l’impiego di nomi e richiami alla tradizione italiana su prodotti realizzati all’estero è da tempo contestato dal comparto agroalimentare. Coldiretti si è espressa contro il trattato, ritenendo insufficiente il compromesso raggiunto.
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Le posizioni di Grecia e Cipro
La controversia non riguarda soltanto le produzioni italiane. In Grecia, il nome feta può ancora comparire su alcuni formaggi fabbricati in Canada, purché siano rispettati i requisiti stabiliti dal Ceta.
A Cipro, invece, il Parlamento ha respinto l’accordo nel 2020 anche perché l’halloumi non era compreso tra i prodotti protetti. Il formaggio simbolo dell’isola ha ottenuto il riconoscimento europeo soltanto nel 2021, quando i negoziati commerciali erano ormai terminati.
La ratifica resta incompleta
Dopo anni di trattative, il Ceta non è ancora stato ratificato definitivamente da tutti i Paesi europei. Le dispute sui formaggi hanno contribuito a frenare il percorso parlamentare, Italia compresa.
Il tema è emerso anche durante il 21esimo vertice tra Unione europea e Canada, tenuto a Montréal. I rapporti politici tra le due parti si sono rafforzati, ma la questione delle denominazioni continua a rappresentare uno dei principali punti di attrito commerciale.
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