Dalla cotoletta al paté: 10 tavole italiane da scoprire
Locali informali, cucine regionali e percorsi curati: una selezione di indirizzi che rilegge la tradizione senza rinunciare alla qualità.
A Milano, tra banco e cucina a vista, Roncoroni Classici Gastronomici mette insieme riferimenti italiani, francesi ed europei in una formula immediata. Eugenio Roncoroni e Cristina Giordano propongono piatti riconoscibili ma non scontati: il paté en croûte può convivere con il tagliolino 30 tuorli al ragù bianco, in un locale piccolo e diretto.
Anche Bad Schörgau, a Sarentino (BZ), interpreta il rapporto con il territorio attraverso un’esperienza più raccolta. La struttura, pensata come luogo di benessere e raccoglimento, porta in tavola i prodotti della Val Sarentino seguendo il ritmo delle stagioni, con un menu a sorpresa di quattro portate da 72 euro.
Quando la tradizione cambia passo
Il successo di questi format nasce da un’esigenza precisa: mangiare bene in un ambiente meno cerimonioso, con piatti leggibili e un servizio informale. Restano gli appuntamenti da celebrare nei ristoranti più eleganti, ma per una serata ordinaria avanzano trattorie contemporanee, osterie e bistrot capaci di unire comfort e tecnica.
La tendenza coinvolge anche preparazioni molto semplici, dalla pasta al burro allo spaghetto al pomodoro, riproposte persino da cuochi di grande fama come Niko Romito. Tra le nuove insegne segnalate dagli chef italiani per i TheFork Awards 2026 compaiono diversi locali di questo tipo; la cerimonia è fissata per il 27 ottobre al Teatro Lirico di Milano.
Dieci indirizzi fuori dagli schemi
A Cureggio (NO), Capuccina Agriturismo affida allo chef Alessio Bordenca un percorso costruito sulle materie dell’orto e sull’incontro tra cultura contadina e creatività. La tenuta invita a un ritmo lento, mentre il menu degustazione parte da 65 euro. A Cagliari, Aurea osteria contemporanea rilegge invece i sapori familiari con una sensibilità attuale: il percorso di mare comprende quattro portate e costa 50 euro.
Sulla neve di Madonna di Campiglio (TN), Fuoripista Wine Bar propone tapas curate e una carta dei vini ampia. Tra le portate figurano una carbonara in versione trentina e gli gnocchi di patate di montagna con tartufo nero e Trentingrana; la spesa si aggira sui 35 euro, anche se il conto può salire scegliendo dalla selezione beverage.
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Cucine sincere, memoria e territorio
A Busto Arsizio (VA), Il Gesto lavora su ingredienti selezionati e tecniche accurate, mantenendo però una proposta concreta e mai pesante. Il degustazione è disponibile da 55 euro. A Frascati, Ristorante Pasqualina punta su una cucina schietta e su un’accoglienza calorosa: ai primi della tradizione romana si aggiungono le frattaglie, con un percorso di cinque portate a 45 euro.
Thelema - Maison de Cuisine, a San Vito (MI), nasce dall’esperienza internazionale di Simone Tricarico, passato anche dalle cucine di Alain Ducasse e Giancarlo Perbellini. Il cuoco, oggi chef patron, costruisce piatti legati a ricordi e materie prime, con due degustazioni da 56 e 68 euro.
Tra bistrot storici e nuove soste
Nel cuore di Firenze, Giubbe Rosse conserva il carattere del caffè frequentato dagli intellettuali all’inizio del Novecento e lo affianca a una proposta più vivace. La drink list e il bistrot strizzano l’occhio a chi visita la città, con lasagne e spaghetti al pomodoro, ma anche tapas fiorentine per contenere la spesa; con due piatti si spendono circa 50/60 euro, mentre scegliendo le tapas si può restare più bassi.
La Coldana occupa la storica Cascina Coldana nelle campagne lodigiane e abbina la funzione di enoteca a quella di ristorante. Si può ordinare un calice insieme a una preparazione basata su prodotti locali; tra le proposte spicca la cotoletta di vitello alla milanese con patate, indicata a 39 euro.
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