Clima, il cibo può sparire prima di diventare più caro
Caldo, siccità e trasporti fragili minacciano raccolti, conservazione e distribuzione degli alimenti in tutto il mondo.
Il riscaldamento globale sta mettendo a rischio la disponibilità di cibo, non soltanto il suo prezzo.
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Conservazione e trasporti in difficoltà
Le temperature elevate compromettono anche gli alimenti già raccolti. La catena del freddo e i magazzini refrigerati devono lavorare più a lungo e consumare più energia; aumentano così i guasti agli impianti e le difficoltà legate all'approvvigionamento elettrico.
Il problema prosegue nelle case. Calore e umidità favoriscono batteri e muffe, riducendo il tempo utile per conservare i prodotti e alimentando lo spreco alimentare, già molto diffuso. Anche dopo la vendita, quindi, il clima può peggiorare la sicurezza e la durata degli alimenti.
I collegamenti logistici sono esposti a rischi analoghi. Il trasporto ferroviario, che copre quasi il 10% degli spostamenti globali di cibo, subisce i danni provocati dal caldo sui binari, con più guasti e lavori di manutenzione.
Ancora maggiore è il peso del trasporto via mare e lungo i fiumi, vicino al 60% del totale. Il Canale di Panama rallenta quando il livello dell'acqua scende troppo, mentre il Reno ha raggiunto minimi storici, creando problemi al trasferimento di grano e altri prodotti destinati alla Germania.
L'allarme di chi lavora nel settore
Un dirigente anonimo dell'industria alimentare, con oltre vent'anni di esperienza in incarichi di alto livello, ha descritto il rischio di una rottura improvvisa degli approvvigionamenti. Secondo la sua analisi, le aziende non starebbero affrontando apertamente il problema e le istituzioni non fornirebbero informazioni sufficienti.
Finora la disponibilità sugli scaffali ha attenuato la percezione del pericolo. Quando un raccolto di grano va male in una regione, infatti, gli operatori possono cercare forniture alternative in Nord America o in Canada. Se però siccità e ondate di calore colpiranno contemporaneamente anche quelle aree, le alternative potrebbero ridursi fino a scomparire: il pane non sarebbe soltanto più costoso, ma potrebbe non essere disponibile.
La stessa fonte ritiene che una crisi di questo tipo non appartenga a un futuro remoto e possa manifestarsi rapidamente. Il rischio riguarderebbe inoltre più colture nello stesso periodo, con effetti sull'intera rete mondiale di produzione e distribuzione.
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I raccolti esposti al caldo
L'agricoltura subisce innanzitutto l'effetto diretto delle temperature sopra la media e della scarsità d'acqua. Alcune coltivazioni si stanno spostando verso latitudini più settentrionali, ma l'adattamento non può compensare ogni perdita: cacao, tè e caffè risultano già in forte difficoltà e, in alcuni casi, sono considerati a rischio di scomparsa.
Un rapporto della FAO pubblicato nel 2023 aveva già quantificato i danni provocati dagli eventi climatici sulla produzione agricola. Nel frattempo, parassiti, insetti, batteri e funghi patogeni trovano condizioni più favorevoli e hanno colpito anche le coltivazioni italiane.
A peggiorare la situazione contribuiscono i fenomeni meteorologici estremi. Tifoni, piogge improvvise, grandinate e stagioni insolitamente umide rendono meno prevedibili le decisioni degli agricoltori e possono distruggere i raccolti in pochi giorni.
Animali e sicurezza alimentare
Il caldo intenso danneggia anche gli allevamenti. Mucche e galline soffrono le temperature elevate e possono produrre meno latte e meno uova, con una qualità inferiore. In alcuni casi gli animali muoiono, aggravando le perdite lungo la filiera.
Un episodio particolarmente grave ha riguardato le ostriche allevate in Giappone, colpite quest'anno da una mortalità massiccia. Il dato sulla produzione si aggiunge a quello sull'accesso al cibo: nel 2023, rispetto alla media del periodo 1981-2010, 123,7 milioni di persone in più hanno vissuto condizioni di insicurezza alimentare a causa di caldo estremo e siccità.
L'aumento dei prezzi dei generi alimentari è legato anche ad altri fattori, come crisi energetiche e conflitti. Questi elementi, tuttavia, sono spesso collegati al riscaldamento globale e possono rafforzarne gli effetti sulla produzione, sui trasporti e sulla distribuzione.
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