Castagne lesse, tre metodi per cuocerle e servirle
Con un chilo di frutti, sale e alloro si ottiene una preparazione adatta a snack, primi, antipasti e dessert.
Le castagne possono essere lessate in modo semplice e utilizzate subito oppure per preparare piatti dolci e salati.
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Calorie e idee per servirle
Una porzione da 100 grammi di castagne bollite apporta circa 120 calorie. I frutti contengono fibre e proteine, oltre a minerali come zinco, rame e manganese, mentre la quantità di grassi rimane contenuta.
Private della buccia, possono essere mangiate da sole come spuntino. Sbriciolate, diventano una guarnizione per crostoni con lardo e miele; nei primi piatti si abbinano a radicchio, gorgonzola, altri formaggi o zucca, aggiungendole durante la mantecatura di pasta e risotto.
Anche la pasticceria offre diverse possibilità. Le castagne si sposano con panna, cioccolato e cacao: si possono accompagnare alla panna montata oppure coprire con cioccolato temperato, così da ottenere piccoli dolci. Per una preparazione più elaborata si può realizzare il Mont Blanc, con purea di castagne, pan di Spagna e panna.
Cotture più rapide
La pentola a pressione consente di ridurre sensibilmente i tempi. Dopo aver praticato un taglio orizzontale su ogni castagna, bisogna sistemarle nel recipiente con acqua sufficiente a sommergerle e una manciata di sale grosso. Dal fischio servono circa 20 minuti.
Il microonde è indicato soprattutto per quantità ridotte, non oltre una decina di castagne alla volta. Dopo un ammollo di circa 15 minuti, i frutti vanno incisi e cotti alla massima potenza per circa 4 minuti.
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La lessatura tradizionale
Per la preparazione classica occorrono 1 kg di castagne, 1 cucchiaino di sale grosso e, se gradite, 2-3 foglie di alloro. Il primo passaggio consiste nel segnare la buccia con un coltello, senza penetrare nella polpa: il taglio renderà più agevole sbucciarle dopo la cottura.
Le castagne vanno poi trasferite in una pentola, coperte abbondantemente d’acqua e insaporite con sale e alloro. Il conto dei 40-45 minuti parte dal momento in cui l’acqua comincia a bollire. È possibile cuocerle anche senza inciderle, ma la rimozione della buccia risulterà meno agevole.
Come conservarle dopo la cottura
Il consumo è consigliato subito, quando sono ancora morbide e facili da sbucciare. Se non vengono servite immediatamente, possono restare in frigorifero per i due giorni successivi.
Prima di conservarle è preferibile lasciarle raffreddare e riporle in un contenitore chiuso. In questo modo potranno essere utilizzate anche in un secondo momento per ricette salate o dessert.
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