Torino, cinque trapianti di fegato alle Molinette in 36 ore
L’attività chirurgica si è svolta tra venerdì e sabato, coinvolgendo cinque pazienti e quattro organi donati.
Alle Molinette di Torino sono stati eseguiti cinque trapianti di fegato nell’arco di 36 ore. Le operazioni si sono concluse tra venerdì 30 e sabato 31 ottobre, con quattro organi utilizzati per curare cinque pazienti.
Rowenta
-12% sui lavapavimenti da Rowenta
Il paziente più piccolo
Tra i riceventi c’è un bimbo torinese di 22 mesi, colpito da epatoblastoma, una rara forma tumorale maligna che interessa il fegato. Per lui è stato impiegato un organo prelevato da un donatore adulto del Sud Italia.
Le dimensioni del fegato non erano compatibili con quelle necessarie al piccolo paziente. Durante la perfusione ipotermica ossigenata, Renato Romagnoli ha quindi separato l’organo su banco: la parte sinistra è stata destinata al bambino, mentre il segmento destro è rimasto collegato alla macchina per circa tre ore.
Un fegato per due pazienti
La porzione più grande è stata successivamente trasferita a una donna di 62 anni del Torinese, affetta da cirrosi provocata dall’epatite C e da epatocarcinoma. Il suo intervento si è svolto nella tarda serata di venerdì, dopo la conclusione della procedura pediatrica.
La tecnica utilizzata in questi due casi è chiamata split e consente di ricavare due innesti da un singolo fegato donato, destinandoli a un bambino e a un adulto. Si tratta di una procedura che richiede un coordinamento preciso tra équipe chirurgica, organizzazione dei prelievi e gestione della conservazione degli organi.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Gli altri tre interventi
La serie era iniziata con una paziente ligure di 44 anni, in lista da più di tre anni per un trapianto combinato di fegato e rene a causa della policistosi epato-renale. Dopo l’asportazione del fegato malato, i medici hanno impiantato quello del donatore; per limitare l’impatto dell’operazione, il rene è stato trapiantato il giorno successivo.
Nel frattempo l’organo renale è stato mantenuto in condizioni controllate grazie a macchine di perfusione ex situ. Durante la notte, il Centro ha ricevuto un altro fegato recuperato in Piemonte, poi destinato a una 24enne del Pinerolese con epato-colangite autoimmune accompagnata da ittero, in attesa del trapianto da oltre dodici mesi.
Il bilancio delle Molinette
L’ultimo paziente è stato un 58enne con cirrosi post-epatite C ed epatocarcinoma. Anche il suo organo è arrivato dal Piemonte e l’intervento è stato eseguito nel pomeriggio di sabato.
Tutte le persone operate sono state trasferite nell’area semintensiva chirurgica del Centro Trapianti Fegato. Le loro condizioni sono risultate in miglioramento. Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino, ha spiegato: «Il risultato nasce dal lavoro coordinato di professionisti con competenze di livello internazionale, impegnati ogni giorno nel percorso dei pazienti trapiantati».
La domanda di oggi
Le lettere personali di Melania Trump possono favorire il dialogo tra le parti?
Curiosità
Vedi tutte →Continua a leggere
Chirurgia ginecologica, al Sant’Anna arrivano robot e strumenti 3D
Il piano prevede robotica, laparoscopia avanzata, collegamenti digitali e formazione per 92 professionisti sanitari
Taranto, mensa negata a una bambina: debito contestato
La studentessa deve lasciare l’istituto durante il pranzo; il Comune parla di morosità comunicata alla famiglia
Agrario di Firenze, Piccolotti chiede chiarimenti sull'intervento dei
Il presidio al Parco delle Cascine ha riacceso il confronto sulle modalità dell'operazione nella notte tra 2 e 3 novembre
Mascagni e il verismo, tre opere in scena al Regio
Cavalleria Rusticana, Pagliacci e Iris alternano cronaca, fiaba giapponese e allestimenti realizzati dalle maestranze interne.