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Lifestyle 1 min di lettura2 ore fa

Tamagotchi, il ritorno del pulcino digitale compie 30 anni

Una mostra a Tokyo celebra il dispositivo Bandai Namco, ancora seguito da adulti e bambini.

Il Tamagotchi ha compiuto 30 anni e continua a coinvolgere nuove generazioni di appassionati.

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Le possibili evoluzioni

Taro Tsuji, del gruppo Bandai Namco, immagina per il futuro un animaletto digitale capace di integrare le tecnologie che saranno disponibili nei prossimi anni. Tra le ipotesi cita l’intelligenza artificiale e gli occhiali intelligenti.

«Non so quali tecnologie si saranno sviluppate tra dieci anni, che si tratti di intelligenza artificiale o di occhiali intelligenti, ma mi piacerebbe vedere un nuovo Tamagotchi che incorpori il più possibile queste innovazioni, conservando però anche quegli aspetti un po’ bizzarri di cui parlavo», ha detto Tsuji.


Il carattere dei personaggi

Secondo Tsuji, una parte del successo dipende dall’aspetto insolito delle creature. I personaggi non puntano sulla perfezione: movimenti curiosi, proporzioni buffe e dettagli fuori dall’ordinario li rendono riconoscibili e continuano ad attirare l’interesse del pubblico.

«Credo che siano proprio gli aspetti bizzarri a renderli così carini», ha spiegato il rappresentante di Bandai Namco, ricordando come la varietà dei personaggi abbia mantenuto vivo il rapporto con il pubblico nel tempo.

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Un fenomeno nato negli anni Novanta

Il primo Tamagotchi è arrivato nel 1996 sotto forma di piccolo dispositivo elettronico ovale. Sullo schermo compariva una creatura da nutrire, curare e accompagnare nella crescita, con attenzioni simili a quelle richieste da un animale domestico.

Il prodotto ha ottenuto rapidamente una diffusione internazionale. Tsuji attribuisce la sua longevità anche al passaggio tra generazioni: gli appassionati di allora sono diventati adulti e, in molti casi, hanno trasmesso il gioco ai propri figli.

A Tokyo una mostra ripercorre la storia dell’animaletto virtuale e del marchio che lo ha trasformato in un fenomeno popolare. L’esposizione riporta al centro un oggetto simbolo degli anni Novanta, ancora presente nella cultura dei giochi elettronici portatili.

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