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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Benedetta Mazza congela gli ovociti a 36 anni

La conduttrice racconta il percorso: dodici giorni di terapia, un prelievo e la possibilità di rinviare la maternità

Benedetta Mazza ha congelato i propri ovociti a 36 anni. La conduttrice ha raccontato il percorso per spiegare una scelta che non considera una rinuncia, ma un modo per lasciare aperta una possibilità.

«Per chi non vuole rinunciare a un sogno, c'è questa opportunità che ci viene offerta dalla scienza», ha scritto parlando dei costi della procedura. La spesa, infatti, non è interamente coperta dallo Stato e può rendere il trattamento difficile da sostenere per molte persone.

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Una scelta senza pressioni

Mazza ha chiarito di non sapere ancora se e quando vorrà diventare madre. Il congelamento degli ovociti le ha permesso, secondo quanto ha raccontato, di guardare al futuro senza dover fissare oggi una decisione sulla maternità.

L'ex Professoressa de L'Eredità, oggi impegnata come conduttrice televisiva e radiofonica, ha condiviso la sua esperienza anche per rispondere alle domande ricevute durante il trattamento. Ha inoltre cercato di ridimensionare l'idea che questa procedura riguardi soltanto chi ha difficoltà a concepire o presenta una riserva ovarica ridotta.


Il percorso medico

Nel suo caso la stimolazione delle ovaie è andata avanti per dodici giorni. Ogni giorno, a casa, Mazza si è somministrata un'iniezione sull'addome; a intervalli di due o tre giorni ha effettuato ecografie e analisi del sangue per controllare la crescita dei follicoli e modificare, quando necessario, la terapia.

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Prima di iniziare, la conduttrice ha svolto visite ed esami per valutare la riserva ovarica e la risposta prevista dell'organismo. Definito il protocollo, ha affrontato l'ultima iniezione, necessaria a completare la maturazione degli ovociti, e circa 36 ore dopo è stata sottoposta al prelievo.


Il prelievo e il recupero

La procedura è durata circa venti minuti ed è stata eseguita in sedazione. Gli ovociti recuperati sono stati crioconservati e Mazza ha potuto rientrare a casa già nella stessa serata.

La conduttrice ha raccontato di non essersi mai praticata da sola delle punture e di aver attraversato giornate caratterizzate da stanchezza e gonfiore. Ha descritto anche l'alternanza delle sensazioni durante il percorso: momenti di disagio nel rapporto con il proprio corpo e altri in cui si è sentita particolarmente forte.

«Quello che mi porto dietro è la leggerezza: non ho rinunciato a niente, mi sono solo data più possibilità», ha spiegato, definendo l'esperienza fonte di grande felicità. Ha aggiunto di aver avuto la possibilità di completare il percorso con un solo prelievo.

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