Umbria, approvata la legge sul suicidio assistito
Il Consiglio regionale ha votato il provvedimento sostenuto da quasi cinquemila cittadini e dedicato alla giornalista Laura Santi
In Umbria è stata approvata la legge regionale sul suicidio medicalmente assistito. Il provvedimento, passato il 22 ottobre, disciplina l’assistenza sanitaria per le persone che rispettano i requisiti indicati dalla Corte costituzionale.
Stefano Massoli, marito di Laura Santi, ha annunciato che continuerà a impegnarsi perché norme analoghe siano adottate anche in altre Regioni. La giornalista perugina, morta il 21 luglio 2025 a 50 anni, aveva combattuto per ottenere il riconoscimento del proprio diritto.
Rowenta
-12% sui lavapavimenti da Rowenta
La battaglia continua
«Assolutamente no. Io non mi fermo», ha detto Massoli parlando dei prossimi impegni. Dopo gli incontri già svolti a Lecce, in Puglia, ha previsto nuove iniziative in Umbria e una tappa a Torino con l’Associazione Luca Coscioni.
Secondo il marito di Laura, la legge offre una tutela a chi convive con una malattia irreversibile e con sofferenze fisiche e psicologiche gravissime. La possibilità prevista non riguarda chiunque, ma soltanto le persone sottoposte a una verifica medica rigorosa e in possesso delle condizioni stabilite dalla giurisprudenza costituzionale.
Massoli ha spiegato che conoscere l’esistenza di un’opzione può rendere più affrontabile anche la vita quotidiana. Per Laura quella possibilità era una sorta di protezione da utilizzare soltanto se la sofferenza fosse diventata insostenibile.
Il ricordo di Laura Santi
Laura Santi aveva la sclerosi multipla progressiva e aveva scelto di morire nella propria abitazione dopo anni di difficoltà e un lungo percorso giudiziario. Prima aveva ottenuto un primo via libera dalla Svizzera; in Italia, invece, il riconoscimento del diritto era arrivato dopo due anni e otto mesi.
La donna avrebbe potuto fermarsi dopo aver ottenuto per sé l’autorizzazione, ma aveva deciso di lavorare a una proposta destinata anche ad altre persone. Da quella scelta è nata la raccolta di firme sostenuta da quasi cinquemila cittadini, alla quale hanno collaborato Massoli, Fabio Barcaioli di Alleanza Verdi e Sinistra e l’Associazione Luca Coscioni.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
«Il successo l'ha ottenuto Laura. La vittoria è sua. Per me questa legge è l'ultimo regalo che ci ha fatto», ha dichiarato Massoli. Il regista ha raccontato di aver faticato, all’inizio, a parlare davanti al pubblico: abituato a lavorare dietro uno schermo, si sentiva più sicuro nel giudicare gli errori altrui che nell’esporsi in prima persona.
Il voto in Consiglio regionale
Il testo è stato approvato con 11 voti favorevoli, 6 contrari e 3 astensioni. Durante le audizioni Massoli ha incontrato anche rappresentanti contrari al provvedimento, compresi esponenti di Fratelli d’Italia e Forza Italia, e ha riferito di aver chiesto a ciascuno di decidere secondo coscienza.
Per il marito di Laura, la questione non appartiene a una sola parte politica. Ha raccontato di avere invitato chi non se la sentiva di votare a favore a scegliere l’astensione, auspicando una partecipazione trasversale alla proposta.
L’esito del voto lo ha fatto piangere. In aula, nonostante gli applausi non siano normalmente consentiti, i presenti hanno accolto l’approvazione con un applauso e poi si sono avvicinati a Massoli per abbracciarlo, compresi alcuni consiglieri che avevano votato contro.
Cure palliative e assistenza
Massoli ha ricordato che lui e Laura erano favorevoli alle cure palliative e avrebbero voluto una rete capace di attenuare la sofferenza fino alla fine. Nel suo intervento ha collegato questo tema alla necessità di garantire anche assistenza domiciliare e sostegno concreto alle famiglie.
La legge, ha precisato, non impone una scelta e non sostituisce le cure. Consente invece a chi si trova in determinate condizioni di sapere che esiste una possibilità, lasciando alla persona la decisione sul limite della propria sofferenza.
La domanda di oggi
Le lettere personali di Melania Trump possono favorire il dialogo tra le parti?
Curiosità
Vedi tutte →Continua a leggere
Melania Rea, la serie ripercorre il delitto e la condanna
La produzione ricostruisce l'omicidio del 2011, le indagini, i processi e gli anni di detenzione dell'ex caporalmaggiore.
Lina, la madre di Luca Tommassini tra violenze e coraggio
Lina ha lavorato nelle pulizie dopo la separazione e ha sostenuto il figlio nei momenti più difficili
Benedetta Mazza congela gli ovociti a 36 anni
La conduttrice racconta il percorso: dodici giorni di terapia, un prelievo e la possibilità di rinviare la maternità
Matteo Martari smentisce il flirt con Emma Marrone
L’attore veronese ha spiegato che la presunta relazione sarebbe nata da interpretazioni dei contenuti sui social