Meteo su Roma.

Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Martina Colombari convive con la diastasi e non si opera

L’attrice ne ha parlato dopo la gravidanza: esercizi e visita specialistica possono orientare il trattamento

Martina Colombari ha scelto di non sottoporsi a un intervento per la diastasi addominale, con cui convive da oltre vent’anni dopo la gravidanza.

Offerta del giorno6 novembre

Rowenta

-12% sui lavapavimenti da Rowenta

Scade tra 24 giorni
******


La scelta di evitare l’intervento

L’attrice ha spiegato di non avvertire dolore né limitazioni nella vita quotidiana. «Per me non è un problema, non mi dà fastidio, non è un handicap», ha detto durante La Volta Buona, il programma di Rai 1 condotto da Caterina Balivo.

Colombari ha però chiarito che il quadro può cambiare quando compaiono disturbi o un’ernia. La sua decisione è stata influenzata anche dalla preoccupazione per i possibili rischi dell’operazione. Per descrivere la separazione dei muscoli, in precedenza aveva usato un’immagine concreta: «Ho un buco qui in mezzo, ci passa una mano».


Che cosa accade ai muscoli

La diastasi consiste nell’aumento dello spazio tra i due muscoli retti, che corrono verticalmente nella parte anteriore dell’addome. A unirli c’è la linea alba, una fascia di tessuto connettivo che durante la gestazione si allunga per lasciare spazio all’utero.

Le indicazioni della European Hernia Society considerano significativa una distanza superiore ai 2 centimetri. Il numero, tuttavia, non permette da solo di stabilire quanto sia seria la condizione o se serva un’operazione.

Dopo il parto la separazione può ridursi senza interventi, soprattutto nei primi mesi, ma non sempre scompare. La gravidanza è una delle situazioni più frequenti associate alla diastasi, che può comunque interessare anche uomini e persone che non hanno avuto figli, per esempio in presenza di obesità o di una diversa distribuzione delle tensioni nella parete addominale.


Segnali, diagnosi e sintomi

Un possibile indizio è una sporgenza che compare lungo il centro della pancia quando si contraggono i muscoli, ci si alza dal letto o si compie uno sforzo. Alcune persone notano anche una zona più morbida tra i due retti o un rigonfiamento nonostante un peso nella norma.

L’aspetto esterno non basta per misurare la distanza né per decidere la cura. La valutazione parte dalla visita e, quando occorre un dato più preciso, può comprendere un’ecografia della parete addominale, utile anche per verificare l’eventuale presenza di ernie.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

La diastasi non coincide infatti con un’ernia. Nel primo caso si allarga il tessuto che tiene uniti i muscoli; nel secondo esiste un punto debole della parete attraverso il quale possono sporgere organi o altri tessuti. Le due condizioni possono presentarsi insieme, anche vicino all’ombelico.

I disturbi associati possono comprendere una sensazione di scarsa stabilità del tronco, difficoltà durante alcuni movimenti, dolore lombare o pelvico e disagio per l’aspetto dell’addome. Gonfiore, problemi digestivi e alterazioni del pavimento pelvico non sono invece automaticamente riconducibili alla diastasi e richiedono accertamenti mirati.


Esercizi e fisioterapia

Quando non ci sono complicazioni, la riabilitazione può aiutare a recuperare controllo e forza della parete addominale. Il percorso può includere anche indicazioni per gestire gli sforzi e, se necessario, attività dedicate al pavimento pelvico.

Non esiste una sequenza valida per ogni persona. Gli esercizi devono essere scelti in base ai sintomi, alle caratteristiche individuali e alla presenza di altre condizioni; per questo è preferibile affidarsi a un fisioterapista esperto nella riabilitazione addominale, evitando programmi generici trovati sui social.

Le evidenze disponibili indicano un possibile beneficio della fisioterapia, ma non hanno ancora individuato il programma più efficace in assoluto. Inoltre, una riduzione dello spazio tra i muscoli non comporta necessariamente la scomparsa dei disturbi, così come una separazione ancora visibile non dimostra che la riabilitazione sia stata inutile.

Il consenso italiano pubblicato nel 2025 sulla rivista scientifica Hernia, con il coinvolgimento di 105 esperti, raccomanda una diagnosi accurata e una decisione costruita sul singolo caso. Gli esercizi mirati possono quindi rappresentare una prima opzione prima della chirurgia, quando la valutazione clinica lo consente.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere