Chirurgia ginecologica, al Sant’Anna arrivano robot e strumenti 3D
Il piano prevede robotica, laparoscopia avanzata, collegamenti digitali e formazione per 92 professionisti sanitari
L'ospedale Sant'Anna di Torino ha destinato 3,8 milioni di euro al potenziamento della chirurgia ginecologica.
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Le dichiarazioni dei promotori
Marco Gilli, alla guida della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha spiegato che il sostegno punta a mettere la persona al centro e a rendere le cure più qualificate e accessibili. Il progetto, ha aggiunto, rafforza la collaborazione tra sanità pubblica, Terzo Settore e filantropia.
«L'impegno per il Sant'Anna si inserisce in questo percorso: consolida un centro di riferimento per la salute e apre nuove prospettive per la formazione e le collaborazioni internazionali», ha detto Gilli.
Adriano Leli, direttore generale dell'ospedale, ha collegato l'intervento alla crescita delle competenze professionali, alla ricerca e allo sviluppo di rapporti scientifici oltre i confini nazionali.
«L'investimento consolida così il ruolo del Sant'Anna come polo clinico e formativo di riferimento per la salute della donna», ha affermato Leli, indicando nella chirurgia di precisione uno degli obiettivi del programma.
Le nuove dotazioni tecnologiche
Il finanziamento è stato promosso dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna insieme alla Fondazione Compagnia di San Paolo e a Intesa Sanpaolo. Il progetto comprende un sistema robotico da Vinci Xi con doppia console e quattro apparecchiature laparoscopiche in 3D/4K.
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Sono previsti anche sei sistemi per la gestione digitale delle sale, pensati per mettere in comunicazione gli ambienti chirurgici con le aule dell'università e il centro dedicato alle esercitazioni. A completare la dotazione c'è un ecografo ad alte prestazioni.
Formazione e chirurgia mini-invasiva
Le attrezzature potranno ampliare l'impiego della chirurgia mini-invasiva nei casi ginecologici oncologici e nelle patologie benigne complesse. Secondo il progetto, per le pazienti potrebbero derivarne meno dolore dopo l'intervento, degenze più brevi e tempi di recupero ridotti.
L'iniziativa ha incluso anche un percorso formativo rivolto a 92 professionisti sanitari. La connessione tra attività clinica, insegnamento e simulazione è stata concepita per sostenere l'aggiornamento degli operatori e la collaborazione scientifica.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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