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Salute 2 min di lettura2 ore fa

Radiologia, Gandolfo: l’IA rende le diagnosi più precoci

Al congresso Sirm di Milano, la presidente indica benefici su immagini, tempi d’esame e comunicazione con i pazienti

L’intelligenza artificiale può rendere più rapide e accurate le diagnosi radiologiche, intervenendo già dall’accettazione del paziente. Lo ha spiegato Nicoletta Gandolfo, presidente della Sirm, durante la seconda giornata del 52° Congresso nazionale della società, in corso a Milano fino all’8 novembre.

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Immagini più nitide e tempi ridotti

Secondo Gandolfo, l’IA può migliorare diversi passaggi del lavoro radiologico, dalla gestione iniziale delle pratiche alla preparazione degli esami. Gli strumenti tecnologici possono contribuire a ridurre i tempi necessari per acquisire le immagini e a rendere più efficiente l’organizzazione del percorso diagnostico.

Un ulteriore beneficio riguarda la qualità delle immagini: la riduzione degli artefatti e del rumore consente di ottenere risultati più definiti. In questo modo diventano visibili dettagli che in precedenza potevano sfuggire, con ricadute soprattutto sulla diagnosi delle patologie oncologiche.

Gandolfo ha riassunto così l’impatto possibile sulla cura: «Tutto questo si traduce in diagnosi più precise e precoci, soprattutto in ambito oncologico, ma non solo, capaci di cambiare la storia clinica di un paziente».

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Il tempo recuperato per i pazienti

La presidente della Sirm ha chiarito che l’adozione delle nuove tecnologie non riguarda soltanto le apparecchiature, ma richiede anche una revisione dell’organizzazione del lavoro. La validità di uno strumento, ha osservato, deve essere valutata sulla base del vantaggio concreto prodotto per il paziente.

Le attività standardizzate svolte più rapidamente possono lasciare ai medici maggiore spazio per il confronto con i colleghi e per il lavoro dei gruppi multidisciplinari, nei quali vengono condivise le decisioni sulle terapie. Una parte del tempo può inoltre essere dedicata al dialogo diretto con chi deve affrontare esami e trattamenti.

«Il tempo risparmiato dal medico sul lavoro standardizzato grazie alle nuove tecnologie può essere reinvestito nella comunicazione», ha affermato Gandolfo, richiamando la necessità di spiegare con chiarezza le possibilità terapeutiche ed evitare aspettative non realistiche.

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