Il radiologo entra nelle cure: congresso Sirm a Milano
La Società italiana di radiologia medica e interventistica riunisce esperti e istituzioni nella seconda giornata dell’evento
La nuova frontiera indicata da Andrea Laghi è prevedere già alla diagnosi la risposta del tumore alla terapia scelta. Grandi consorzi internazionali stanno analizzando milioni di immagini oncologiche con algoritmi di intelligenza artificiale per arrivare a prognosi più personalizzate. Laghi ha avvertito che la valutazione finale deve restare affidata al medico, perché i sistemi non sono infallibili.
Il radiologo sta assumendo un ruolo diretto nelle decisioni cliniche e nei trattamenti dei pazienti. È il messaggio emerso dalla seconda giornata del 52esimo Congresso nazionale della Sirm, in corso a Milano.
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Investire nella diagnostica
Per la Società italiana di radiologia medica e interventistica, la diagnostica per immagini deve essere considerata una risorsa strategica per il Servizio sanitario nazionale. Il suo valore, secondo la Sirm, non dipende soltanto dal numero di esami svolti, ma dalla possibilità di anticipare le diagnosi, indirizzare le terapie e limitare gli interventi non necessari.
La scelta dell’esame più adeguato può ridurre le attese, contenere le prestazioni inappropriate e rendere più tempestivo il trattamento. L’indicazione, hanno spiegato la presidente Sirm Nicoletta Gandolfo e il presidente del congresso Roberto Grassi, deve tenere insieme appropriatezza e innovazione: «Prescrivere l’esame giusto, al momento giusto e alla persona giusta» consente di usare meglio le risorse disponibili.
Dalla diagnosi al trattamento
La radiologia interventistica permette di affrontare alcune patologie con procedure mirate e poco invasive, spesso sotto la guida delle immagini. In casi selezionati, queste tecniche possono ridurre le complicanze, accorciare la degenza e favorire un recupero più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale.
Gianpaolo Carrafiello, direttore del dipartimento Area dei Servizi del Policlinico di Milano e professore ordinario di Diagnostica per immagini all’Università degli Studi di Milano, ha ricordato che questo percorso è iniziato quasi sessant’anni fa. Nel 1967 Alexander Margulis aveva già ipotizzato un medico radiologo impegnato non soltanto nell’interpretazione degli esami, ma anche nella cura.
Oggi le procedure ablative sono utilizzate soprattutto per alcune neoplasie del fegato, del rene e per determinate metastasi. Nell’epatocarcinoma costituiscono un’opzione consolidata per pazienti selezionati; nei piccoli tumori renali, invece, possono raggiungere una riuscita clinica compresa tra il 94% e il 96%.
La scelta dipende comunque da dimensioni, posizione e complessità della lesione e deve essere valutata da un gruppo multidisciplinare. Tra le linee di ricerca c’è anche l’associazione tra ablazione e immunoterapia: la distruzione del tessuto tumorale potrebbe modificare la risposta immunitaria e sostenere l’azione dei farmaci.
Immagini e intelligenza artificiale
L’evoluzione riguarda anche il modo in cui il radiologo segue il paziente. Lo specialista collabora con chirurghi, oncologi, internisti e anestesisti, partecipa alle decisioni terapeutiche, realizza procedure mininvasive e può accompagnare il malato durante il ricovero.
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Secondo Gandolfo e Grassi, «il futuro della medicina passa sempre più dalle immagini». La diagnostica ha un peso crescente nell’individuazione precoce dei tumori, nelle patologie cardiovascolari e neurologiche e nella gestione delle malattie croniche, soprattutto mentre aumentano l’età media della popolazione e il numero dei pazienti cronici.
Andrea Laghi, direttore del dipartimento di Diagnostica per immagini dell’Irccs Istituto clinico Humanitas e professore ordinario di Radiologia alla Humanitas University, ha indicato nell’intelligenza artificiale uno degli strumenti principali del cambiamento.
Gli algoritmi possono contribuire a ridurre la durata degli esami. Una risonanza magnetica che dieci anni fa richiedeva spesso 20-30 minuti può oggi essere completata, per alcune acquisizioni, in circa 10 minuti, senza rinunciare alla qualità delle immagini.
Nella tomografia computerizzata, inoltre, l’intelligenza artificiale può aiutare a diminuire la quantità di radiazioni necessaria. Il vantaggio riguarda in particolare i pazienti oncologici, che devono sottoporsi più volte agli esami per controllare l’evoluzione della malattia e la risposta ai trattamenti.
Il congresso a Milano
Il congresso si sta svolgendo a Milano e vede anche la partecipazione del ministro della Salute Orazio Schillaci. I lavori sono dedicati alla trasformazione della professione e al contributo che la radiologia può offrire alla sostenibilità e alla qualità dell’assistenza pubblica.
La Sirm sostiene che il radiologo sia ormai uno specialista clinico inserito nel percorso complessivo del paziente, dalla diagnosi alla scelta terapeutica e, in alcuni casi, all’esecuzione della cura.
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