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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Agrario di Firenze, Piccolotti chiede chiarimenti sull'intervento dei

Il presidio al Parco delle Cascine ha riacceso il confronto sulle modalità dell'operazione nella notte tra 2 e 3 novembre

Gli studenti dell’Istituto Agrario di Firenze hanno denunciato l’intervento dei carabinieri durante l’occupazione della scuola nella notte tra il 2 e il 3 novembre.

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Le reazioni politiche e sindacali

Cgil Firenze e Flc Cgil Firenze hanno definito molto gravi i comportamenti riferiti dagli studenti, sottolineando che i protagonisti della vicenda sono minorenni. Le due organizzazioni hanno chiesto alle autorità di verificare rapidamente i fatti e alla dirigenza scolastica di riaprire il dialogo con i ragazzi.

La deputata di Avs Elisabetta Piccolotti ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «È un clima di intolleranza verso i giovani inammissibile», ha detto, sostenendo che le proteste studentesche non debbano essere trattate come questioni di ordine pubblico e chiedendo di accertare eventuali responsabilità.

Usb Firenze, presente al presidio, ha parlato di uno sgombero condotto con le armi e ha sollecitato le dimissioni dei vertici della Questura. Il sindacato ha contestato l’idea di una scuola basata sulla disciplina e sull’obbedienza, chiedendo che chi ha organizzato e gestito l’intervento fornisca spiegazioni.

Anche il Collettivo di fabbrica Ex Gkn ha chiesto chiarimenti pubblici e scuse rivolte agli studenti, alle famiglie e alla cittadinanza, definendo l’episodio una forma di “terrorismo di Stato”.


Il presidio degli studenti

Circa cento persone hanno partecipato venerdì mattina alla manifestazione davanti all’istituto, nel Parco delle Cascine, nonostante la pioggia. Al presidio hanno preso parte anche rappresentanti di Usb e del Collettivo di fabbrica Ex Gkn; uno striscione contestava quella che i manifestanti hanno definito repressione.

La denuncia è stata presentata da alcuni studenti minorenni. Nel loro comunicato hanno riferito di minacce, insulti, perquisizioni violente e armi puntate durante l’intervento: «Sono entrati con le pistole e ce le hanno puntate in faccia, mentre eravamo seduti a terra con le mani alzate».

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I ragazzi hanno inoltre sostenuto di essere stati accusati di comportamenti assimilabili a quelli dei terroristi. Secondo il loro racconto, in questura un giovane di origine straniera sarebbe stato chiamato con un riferimento alla sua provenienza invece che con il proprio nome.


Le due ricostruzioni dell’intervento

Gli studenti hanno raccontato di essere entrati nell’edificio da una finestra aperta per aderire alle mobilitazioni nazionali. A loro dire, non ci sono stati danneggiamenti: l’affissione della scritta “Agrario occupato” avrebbe indicato la natura politica dell’iniziativa, mentre i cancelli sarebbero stati chiusi per impedire l’accesso di estranei.

L’allarme antifurto ha fatto intervenire la vigilanza privata e i carabinieri. Secondo i ragazzi, i militari avrebbero scavalcato la recinzione, colpito alcuni portoni e poi sfondato una porta dopo avere respinto i tentativi di mediazione. La loro versione riferisce anche di minacce e perquisizioni contro il muro.

La ricostruzione attribuita ai carabinieri è diversa. La vigilanza avrebbe individuato dalle telecamere alcune persone incappucciate all’interno dell’istituto e avrebbe segnalato un possibile furto. Quando i giovani si sono scoperti e sono stati riconosciuti come studenti, la situazione sarebbe stata chiarita e i genitori sarebbero stati avvisati.

Per lunedì 9 novembre è stata convocata un’assemblea d’istituto. Il dirigente Andrea Marchetti ha inoltre annunciato un incontro con le famiglie degli studenti coinvolti: «L’obiettivo è capire cosa è successo e come sono andate le cose».

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