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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Roma, il 95% degli alberi del Pnrr va sostituito

Sopralluoghi a Castelporziano, Fiumicino e Ostia mostrano piantine morte, detriti e irrigazione assente

Il 95% degli alberi esaminati a Castelporziano nell’ambito del piano di riforestazione finanziato dal Pnrr dovrebbe essere sostituito. Il progetto della Città metropolitana di Roma vale circa 40 milioni di euro e riguarda 65 nuove aree boschive.

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Le piante morte nelle aree esaminate

A stimare l’entità dei danni è stato l’agronomo Daniele Zanzi, intervenuto durante un servizio delle Iene dopo un sopralluogo condotto dall’inviato Filippo Roma insieme a Lorenzo Di Paola, il cittadino che aveva segnalato il caso. Tra i terreni visitati, a Castelporziano sono stati trovati numerosi giovani pini ormai secchi, con pochi esemplari ancora vitali.

«A Castelporziano vediamo veramente una moria molto forte di quasi tutte le piante», ha detto Zanzi. L’esperto ha indicato nella mancanza d’acqua e nelle condizioni del terreno due problemi da affrontare, suggerendo sistemi capaci di conservare l’umidità e limitare gli effetti della siccità.

Il programma prevedeva la piantumazione complessiva di 933mila alberi e arbusti. Nella tenuta presidenziale, il piano comprendeva 337mila nuove piante su 337 ettari ed era stato inaugurato il 22 maggio 2025 alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del sindaco Roberto Gualtieri.


I cantieri tra Fiumicino e Ostia

Situazioni analoghe sono state documentate a Fiumicino, dove le immagini hanno mostrato alberelli secchi, vegetazione cresciuta senza controllo e materiali edili abbandonati. Secondo Zanzi, le erbacce sottraggono acqua alle piantine e ne riducono ulteriormente le possibilità di attecchimento.

Ad Acque Rosse, nella zona di Ostia, le associazioni ambientaliste avevano segnalato per oltre un anno la morte di numerosi esemplari. Dopo una diffida all’impresa incaricata, l’area è stata ripiantata, ma tra le nuove piante sono rimasti sassi, mattoni e altri detriti. Anche qui non è stato rilevato un impianto di irrigazione.

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«Questa pianta morirà all’infinito se non si cambiano le condizioni di piantare», ha avvertito l’agronomo. Il servizio ha inoltre ricostruito che Antonio Marrone e suo figlio, tramite due società, hanno ottenuto appalti per circa sette milioni di euro legati al progetto.


Le risposte delle imprese e del Comune

Interpellato sulle condizioni delle piantumazioni, l’imprenditore ha inizialmente sostenuto che i lavori procedessero regolarmente. Di fronte alle immagini degli alberi secchi, ha poi riconosciuto la necessità di ripetere gli interventi: «Devono essere ripiantate un’altra volta, le sostituiamo un’altra volta».

Marrone ha attribuito la perdita delle piante al caldo e alle condizioni meteorologiche, precisando di non seguire direttamente i cantieri, affidati al figlio. Sull’assenza dell’irrigazione non ha fornito indicazioni dettagliate.

Gualtieri ha ammesso che una parte delle piantumazioni non è riuscita, ma ha ridimensionato la portata del problema. «Nella maggior parte dei casi sta andando molto bene», ha dichiarato, spiegando che soltanto due o tre dei 65 boschi si sarebbero seccati perché l’impresa non li avrebbe irrigati.

Il sindaco ha aggiunto che il Comune ha già inviato una diffida alla ditta e ha chiesto il reimpianto degli alberi compromessi. «Non a spese nostre, ma a spese delle ditte», ha precisato.

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