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Valchiavenna, 14,16 milioni per fermare lo spopolamento

La nuova strategia per i dodici comuni dell’area interna punta su servizi, imprese, mobilità e tutela del territorio, con 17 cantieri e progetti già avviati.

A Chiavenna, il complesso dei Cappuccini è uno dei primi tasselli visibili del piano: qui arriveranno 700mila euro di fondi Fesr per ridurre i consumi e aggiornare gli impianti. L’ex convento, oggi spazio culturale, sarà interessato da una serie di lavori che ne rafforzeranno anche la funzione pubblica.


Il rilancio passa da servizi e luoghi simbolo

Nel progetto rientrano la sostituzione di una parte dei serramenti, l’aggiornamento del sistema per il riscaldamento e della illuminazione, oltre a una nuova ventilazione meccanica. Prevista anche la sostituzione della cupola vetrata con moduli fotovoltaici integrati.


Una strategia cucita sulla Valchiavenna

La cornice generale è quella della Strategia d’Area “Traiettorie di accoglienza e resilienza”, che mette insieme 17 interventi e 14,16 milioni di euro per i dodici comuni della Valchiavenna. Le risorse arrivano da 9,66 milioni di Fesr, 1,5 milioni di Fse+, 2,7 milioni di fondi regionali e 300mila euro di cofinanziamento locale.

L’idea è intervenire su economia, mobilità, ambiente, abitare e qualità dei servizi, con un obiettivo dichiarato: rendere il territorio più accessibile e più attraente, limitando la perdita di residenti. Al centro c’è anche il concetto di “restanza”, cioè la possibilità di restare, rientrare o trasferirsi in valle.


Montagna, comunità e risorse che restano sul posto

La presentazione è avvenuta nel quadro del “Tour Aree Interne 2026 – Lombardia Autentica”, alla presenza di Attilio Fontana e di Massimo Sertori. Durante la visita sono stati mostrati anche alcuni degli interventi già finanziati sul territorio.

Fontana ha rivendicato il metodo di lavoro costruito insieme a Comuni, Comunità montana e Politecnico, spiegando che il confronto con i territori è stato decisivo. Il presidente ha anche richiamato la scelta di tenere vicine alle comunità le risorse di coesione e ha difeso un’impostazione fondata sulla sussidiarietà.

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Dalle imprese ai servizi per chi resta

Il pacchetto dei 17 interventi tocca tre grandi capitoli: sviluppo economico e territoriale, paesaggio e mobilità, abitare e welfare. Dentro ci sono aiuti per micro, piccole e medie imprese, azioni per l’efficienza energetica, iniziative sulla biodiversità e sulla ciclabilità, ma anche sostegni per persone non autosufficienti e caregiver.

Sono previsti inoltre housing sociale e progetti per valorizzare il patrimonio storico, religioso e turistico. Sertori ha sottolineato che le politiche per le aree interne devono nascere dalle richieste locali e che le ricadute della montagna dovrebbero tornare a vantaggio delle comunità, anche attraverso canoni ed energia gratuita legati alle concessioni idroelettriche.


Tre tappe tra natura e patrimonio

Tra gli interventi presentati sul posto figura anche quello alla Torbiera di Mottala, a Campodolcino: qui sono stati stanziati 365mila euro per proteggere la biodiversità, con passerelle sopraelevate per un accesso regolato e pannelli dedicati all’ambiente e alle specie presenti.

A San Giacomo Filippo, nel Santuario di San Guglielmo, il progetto vale 1,925 milioni di euro e riguarda la tutela del patrimonio naturale insieme a un itinerario geo-naturalistico. È prevista la riqualificazione della Caurga del torrente Liro, una passerella per osservare la cascata e il raccordo con la via Spluga.

Nel complesso, la strategia prova a tenere insieme interventi molto diversi entro un’unica direzione: rafforzare imprese, servizi, mobilità, paesaggio e patrimonio culturale, creando condizioni più favorevoli per chi vive e lavora in Valchiavenna.

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