Città italiane, il podio 2026 ribalta le aspettative: vincono Trento e Aosta
La graduatoria delle città intelligenti premia i centri di dimensioni contenute, mentre le grandi metropoli restano lontane dalle prime posizioni.
Le grandi metropoli non guidano la graduatoria 2026 sulla vivibilità urbana. A conquistare i risultati migliori sono invece Trento e Aosta, rispettivamente prima e seconda, davanti a Bologna: un esito che valorizza l’equilibrio tra servizi, sostenibilità, mobilità e benessere quotidiano.
Le città medie conquistano il podio
La classifica è stata elaborata dalla Rome Business School analizzando i capoluoghi di regione attraverso sei ambiti: economia, capacità amministrativa, traffico, efficienza energetica, salute, sicurezza e cultura. L’obiettivo non è misurare soltanto il livello tecnologico delle città, ma capire quanto l’innovazione riesca a migliorare concretamente la vita dei residenti.
Il risultato assegna a Trento una media di 52,5 punti, mentre Aosta si ferma a 51 e Bologna raggiunge quota 47,5. Il distacco dalle metropoli evidenzia il peso di alcuni problemi tipici dei centri più grandi, come congestione stradale, inquinamento, elevata densità abitativa e prezzi delle case.
Trento prima senza punti deboli
Il capoluogo trentino non domina necessariamente ogni singolo indicatore, ma mantiene un rendimento costante nelle diverse aree esaminate. A sostenerne il primato sono soprattutto la mobilità urbana, il risparmio energetico, la qualità dell’aria e la disponibilità di spazi verdi, che coprono il 46% della superficie comunale.
Anche la speranza di vita, pari a 85 anni, contribuisce al quadro positivo. Vivere a Trento, però, richiede una spesa significativa per la casa: il valore medio degli immobili oscilla tra 3.300 e 3.500 euro al metro quadrato e nelle zone centrali può arrivare intorno ai 4.000 euro. Per un trilocale, il canone mensile si aggira sui 1.000 euro.
Aosta sorprende con mobilità e ambiente
Il secondo posto di Aosta rappresenta il dato più inatteso della graduatoria. Le dimensioni contenute del capoluogo valdostano favoriscono gli spostamenti e la sostenibilità: per coprire dieci chilometri in automobile occorrono mediamente 13,5 minuti, contro un tempo superiore alla mezz’ora nelle aree urbane di Roma e Milano.
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Aosta è inoltre al vertice nella categoria ambientale. Il verde occupa circa metà del territorio comunale e la concentrazione di PM2,5 è pari a 10 mg, un livello molto più basso rispetto al limite preso in esame dallo studio. Il dato conferma il vantaggio dei centri meno congestionati sul fronte della qualità dell’aria.
Bologna guida l’amministrazione digitale
Bologna completa il podio grazie soprattutto ai risultati ottenuti nella gestione pubblica e nell’istruzione. Circa il 60% degli abitanti utilizza applicazioni o servizi digitali per comunicare con la Pubblica amministrazione, mentre quasi quattro cittadini su dieci hanno conseguito un titolo di studio successivo al diploma.
Il capoluogo emiliano conta inoltre 178 studenti universitari ogni mille residenti. Genova, invece, ottiene il risultato migliore nell’area dedicata alla qualità complessiva della vita, pur restando fuori dalle prime tre posizioni della graduatoria generale.
Le metropoli restano più indietro
Milano si trova al nono posto con 43,3 punti e si distingue per la forza economica. Il prodotto interno lordo complessivo supera i 228 miliardi di euro, mentre quello pro capite arriva a circa 52.800 euro. A questa ricchezza corrispondono tuttavia costi abitativi elevati, che incidono sulla vivibilità della città.
Torino occupa l’undicesima posizione e Roma è tredicesima con 39 punti. Napoli si colloca invece al penultimo posto. Nel complesso, la ricerca indica che le città piccole e medie possono offrire un equilibrio più efficace tra spostamenti, ambiente, servizi e condizioni di vita rispetto ai grandi centri urbani.
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