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Cielo d’ottobre, tre notti da segnare: meteore e Luna del Cacciatore

Due sciami meteorici e il plenilunio del 26 ottobre offriranno diverse occasioni per osservare il cielo, anche senza strumenti speciali.

Ottobre propone tre appuntamenti astronomici da segnare sul calendario: le Draconidi, le Orionidi e la Luna piena del Cacciatore. Per godersi le meteore non è indispensabile un telescopio: contano molto di più un luogo buio, un’ampia porzione di cielo libera e il tempo necessario perché gli occhi si adattino all’oscurità.


La Luna piena chiude il mese

Il plenilunio raggiungerà il massimo nelle prime ore di lunedì 26 ottobre, intorno alle 05:11 secondo l’ora italiana. La fase piena sarà comunque osservabile da ogni parte del Paese, se le condizioni meteorologiche lo permetteranno, anche dai centri urbani.

Il nome Luna del Cacciatore richiama una tradizione legata al periodo successivo al raccolto. Nell’emisfero settentrionale, la sua luce accompagnava un tempo le attività di caccia e i preparativi in vista dell’inverno. Per ammirarla al meglio si possono scegliere aree poco illuminate, come le colline del Monte Amiata in Toscana o Saint-Barthélemy in Valle d’Aosta.


Draconidi, meteore già in serata

Il primo appuntamento sarà con le Draconidi, la cui attività è prevista indicativamente dal 6 al 10 ottobre. Le serate più interessanti dovrebbero essere quelle dell’8 e del 9, quando il punto prospettico dello sciame si troverà nella costellazione del Dragone.

A differenza di molte altre meteore, queste possono essere osservate anche nelle prime ore della sera, senza dover attendere la notte fonda. Nel 2026 la Luna sarà prossima alla fase nuova del 10 ottobre e disturberà quindi poco l’osservazione. Lo sciame non è di norma molto intenso, ma in passato ha mostrato improvvisi aumenti dell’attività.

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Dall’Italia conviene cercare una località lontana dalle luci artificiali, con vista libera verso nord e nord-ovest. Il radiante sarà favorito soprattutto nelle regioni settentrionali; al Centro e al Sud sarà utile concentrare l’osservazione sulla prima parte della notte. Non bisogna guardare soltanto il Dragone: le scie possono comparire anche a grande distanza dalla costellazione. Tra le possibili destinazioni ci sono l’Alpe di Siusi, in Alto Adige, e Campo Imperatore, in Abruzzo.


Orionidi, il picco dopo mezzanotte

Le Orionidi saranno attive in un periodo più ampio, dal 2 ottobre al 7 novembre, con il massimo atteso intorno al 21 ottobre. Sono generate dai residui lasciati lungo il percorso dalla cometa 1P/Halley e si distinguono per la velocità delle meteore.

In condizioni ideali, il tasso teorico può superare 20 meteore all’ora. Il numero effettivamente visibile dipenderà però dalla qualità del cielo, dall’assenza di luci artificiali e dalla posizione del radiante. Poiché Orione sale meglio nella seconda parte della notte, le probabilità aumentano generalmente dopo la mezzanotte.

Lo sciame sarà osservabile da tutta Italia. Campagne, rilievi, spiagge isolate e colline lontane dai centri abitati sono le ambientazioni più adatte; tra le opzioni indicate figurano il Piano Grande di Castelluccio, sui Monti Sibillini, e Prato Selva, in provincia di Teramo. Meglio inoltre attendere almeno venti minuti prima di valutare lo spettacolo: la vista deve abituarsi al buio, mentre lo schermo del telefono, anche usato per poco, può rallentare questo adattamento.

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