Roma sul grande schermo: dove rinasce Sergio, tra mare e acquedotti
Il film di Marco Bonini con Edoardo Leo, Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno attraversa Roma, il Quadraro e il litorale di Fiumicino.
Il mare di Fiumicino accompagna alcuni dei momenti più intimi di Sergio, l’uomo interpretato da Edoardo Leo che, dopo un grave malore, deve imparare nuovamente a vivere e a stare accanto alle persone che ama. Tra il molo e il vecchio faro, il protagonista riscopre il valore delle azioni quotidiane, compresa una semplice camminata sulla riva.
La capitale offre invece altri scorci centrali nel percorso del personaggio: dai vicoli del Quadraro alle grandi arcate del Parco degli Acquedotti, fino agli spazi dell’ex ospedale Carlo Forlanini. Sono luoghi riconoscibili che fanno da sfondo a una storia familiare costruita tra ironia, difficoltà emotive e tenerezza.
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Il litorale accompagna la rinascita
Le sequenze ambientate sulla spiaggia sono state realizzate nella zona di Fiumicino. In questo tratto del litorale laziale si svolgono alcune scene legate alla nuova quotidianità di Sergio, che comincia a guardare con occhi diversi ciò che lo circonda e i rapporti con i suoi cari.
Tra gli elementi più riconoscibili compaiono il molo e il faro antico, entrambi affacciati su uno dei punti panoramici della zona. Il paesaggio marino diventa così parte del cambiamento del protagonista, senza perdere il carattere concreto e familiare della vicenda.
Anche il Quadraro entra nel racconto con le sue strade strette e le abitazioni caratteristiche degli Anni Trenta. Lo storico quartiere popolare romano, oggi segnato da una forte presenza multiculturale e da un processo di trasformazione urbana, offre alla pellicola un’ambientazione quotidiana e immediatamente riconoscibile.
Roma tra famiglia e memoria
La storia prende avvio quando Sergio viene colpito da un malore mentre sta tradendo la compagna. Dopo il coma e il risveglio, l’uomo si ritrova a dover ricostruire gesti e capacità fondamentali, come se la sua esistenza fosse ripartita dall’inizio.
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Il cambiamento mette in crisi gli equilibri della famiglia allargata. Sergio, in precedenza chiuso, ruvido e incapace di mostrare ciò che prova, scopre una sensibilità che sorprende soprattutto il figlio Giulio, interpretato da Biagio Venditti. Nel nuovo percorso non mancano situazioni comiche e impacciate, ma anche momenti di autentica vicinanza emotiva.
Tra le ambientazioni romane spicca l’ex ospedale Carlo Forlanini, dove il protagonista viene portato dopo l’infarto. Nell’atrio della struttura, riconoscibile per il colonnato, i marmi e gli altorilievi dedicati al lavoro, si ritrovano l’ex moglie, la compagna attuale e il figlio in attesa di aggiornamenti.
Nato negli Anni Trenta per ospitare la cura delle malattie polmonari e da tempo non più operativo, il Carlo Forlanini è già comparso in diverse produzioni italiane, tra cui C’è ancora domani di Paola Cortellesi e Adagio di Stefano Sollima. Un altro luogo importante è il Parco degli Acquedotti, area verde di oltre 240 ettari dove sono conservati i resti delle antiche infrastrutture idriche romane: nelle sue vicinanze si trova il campo da calcio frequentato da Giulio e dai suoi amici.
Un film tra emozioni e città
Diretto da Marco Bonini, Se ami qualcuno dillo nasce da un suo precedente romanzo pubblicato da Longanesi. Edoardo Leo divide il cast con Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno, in una commedia drammatica che osserva i legami familiari e la difficoltà di esprimere i sentimenti.
La produzione è firmata da Noname Entertainment, Alea Film e Vision Distribution, con la collaborazione di Sky. Girato tra Roma e il litorale laziale, il film arriverà nelle sale il 16 ottobre 2026: la città, con i suoi quartieri, i parchi, l’ospedale dismesso e il mare, accompagna la trasformazione di Sergio dall’inizio alla sua nuova vita.
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