Rimborsi aerei, il verdetto sorprende: chi merita 10 e chi 2
Un’esperienza personale mette a confronto la gestione dei disagi da parte di Ryanair ed Etihad Airways, tra assistenza a terra, compensazioni e spese rimborsate.
Il rimborso promesso da Etihad Airways è arrivato sul conto corrente pochi giorni dopo la compilazione della richiesta online. La procedura chiedeva i dati personali, quelli bancari e il codice SWIFT dell’istituto, oltre alle ricevute delle eventuali spese affrontate durante l’attesa.
L’avviso ricevuto via posta elettronica annunciava sia il pagamento della compensazione sia la possibilità di recuperare i costi documentati sostenuti prima della partenza alternativa. La compagnia, nella comunicazione inviata alla passeggera, si è scusata “per i disagi affrontati” e ha assicurato che il caso sarebbe stato sottoposto ai reparti competenti.
Quando l’assistenza fa la differenza
L’episodio è avvenuto dopo un problema tecnico che aveva fatto slittare la partenza di diverse ore. Il personale di Etihad ha provveduto a organizzare pasti e pernottamento per i viaggiatori, occupandosi anche della riprogrammazione del percorso quando la coincidenza per la destinazione successiva è saltata.
Il disservizio, in casi simili, può ripercuotersi su prenotazioni già pagate, come alberghi, automobili a noleggio, escursioni o treni. In questa circostanza, però, la compagnia ha gestito direttamente le conseguenze e ha riconosciuto la somma prevista “in conformità al Regolamento (CE) n. 261/2004”, con versamento tramite bonifico bancario. Valutazione finale: 10.
Le regole valgono anche nei ritardi
Dopo molti viaggi in aereo, l’esperienza descritta mostra quanto sia importante non soltanto la puntualità, ma soprattutto il comportamento della compagnia quando qualcosa va storto. Un guasto può verificarsi e richiedere prudenza, ma il vettore deve informare i passeggeri e garantire l’assistenza prevista dalle norme.
Il quadro di riferimento comprende il Regolamento CE 261/2004 e la Carta dei Diritti del Passeggero dell’ENAC, destinata a essere aggiornata dal 23 ottobre 2027. In presenza di almeno tre ore di ritardo all’arrivo, oppure in caso di cancellazione comunicata senza un preavviso adeguato, può spettare una compensazione economica, salvo le condizioni previste dalla disciplina europea.
Le cifre previste per i passeggeri
L’indennizzo dipende dalla lunghezza del tragitto. Per percorsi fino a 1.500 chilometri sono previsti 250 euro; la somma sale a 400 euro per i collegamenti interni all’Unione europea oltre 1.500 chilometri e per le altre tratte comprese tra 1.500 e 3.500 chilometri.
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Per i viaggi oltre 3.500 chilometri, o comunque non riconducibili alle categorie precedenti, l’importo indicato è di 600 euro. Esiste inoltre il diritto all’assistenza materiale: in base alla distanza e alla durata dell’attesa, il passeggero può ricevere cibo, bevande e la possibilità di effettuare comunicazioni.
Ryanair sotto accusa per la gestione
Il confronto descritto nell’esperienza personale è molto meno favorevole per Ryanair, alla quale viene assegnato un voto di 2. La compagnia può risultare la scelta più economica, offrire più collegamenti oppure essere l’unica a servire una determinata destinazione, ma la gestione dei ritardi prolungati viene giudicata particolarmente problematica.
Quando l’attesa si allunga, il personale risulta spesso difficile da trovare e gli aggiornamenti restano affidati ai tabelloni dell’aeroporto. In un caso recente, al rientro da Sarajevo, le provviste distribuite ai viaggiatori si sono esaurite rapidamente: alcuni passeggeri sono rimasti senza cibo o acqua e hanno dovuto provvedere autonomamente.
Hotel e trasferimenti restano incerti
Per i ritardi più lunghi, le regole prevedono anche la sistemazione in albergo e il trasporto necessario per raggiungerla, qualora sia indispensabile trascorrere la notte nella città di partenza. Secondo il racconto, però, le indicazioni sul punto di attesa dell’autobus sarebbero state poco chiare.
Quando i passeggeri riescono a individuare il trasferimento, il mezzo può essere già andato via. La conseguenza è il ricorso a un taxi, una spesa che, in assenza delle condizioni per il rimborso, resta a carico del viaggiatore. È proprio la distanza tra il diritto previsto e l’assistenza effettivamente ricevuta a determinare il giudizio negativo su Ryanair.
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