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Plan de Corones cambia volto: tre impianti e nuove piste nel 2026/27

La stagione sciistica parte il 28 novembre 2026 con interventi su impianti e discese, mentre Kronplatz Dolomites rafforza la sua proposta per tutto l’anno.

La prossima stagione invernale porterà a Plan de Corones tre importanti interventi sugli impianti di risalita, nuove possibilità di collegamento tra le piste e una maggiore attenzione anche agli sciatori meno esperti. L’apertura è fissata per il 28 novembre 2026, mentre la chiusura è prevista l’11 aprile 2027.

Il comprensorio altoatesino si prepara così a un nuovo inverno senza limitare la propria identità alla neve. Dietro il nome Kronplatz Dolomites c’è infatti un progetto più ampio, pensato per riunire cinque territori, tre culture e attività distribuite lungo tutte le stagioni.


L’inverno riparte da tre impianti

Il rinnovamento più significativo interessa la cabinovia Kronplatz 1+2, che collega Riscone alla vetta. Le nuove cabine potranno ospitare dieci persone e saranno attrezzate anche per il trasporto degli sci; la portata salirà fino a 3.250 passeggeri all’ora, mentre il consumo energetico dell’impianto diminuirà di circa il 20%.

Novità anche lungo il collegamento tra Passo Furcia e la cima, dove la Ruis lascerà il posto a una cabinovia a otto posti. La struttura potrà movimentare fino a 3.600 persone ogni ora. Il terzo intervento riguarda la seggiovia Dolomiti, anch’essa a otto posti, dotata di cupole, sedute e schienali riscaldati.

Il programma della stagione comprende anche modifiche alla rete delle discese. La pista rossa Lumen sarà allungata fino a circa 2,7 chilometri; la nuova Weiden, classificata blu e lunga 650 metri, permetterà di raggiungerla. La pista Dolomiti, anch’essa blu, misurerà circa 1,5 chilometri e sarà rivolta soprattutto a principianti e sciatori con poca esperienza.


Più spazio a famiglie e campioni

I 125 chilometri di piste si distribuiscono tra 1.000 e 2.275 metri di quota, serviti complessivamente da 32 impianti. La maggioranza delle discese, circa il 75%, appartiene alle categorie facile o media, una caratteristica che rende il comprensorio accessibile anche alle famiglie.

Per chi cerca tracciati più impegnativi ci sono le cinque piste nere Sylvester, Herrnegg, Pre da Peres, Erta e Piculin, conosciute nel loro insieme come “Black Five”. La Erta, a San Vigilio di Marebbe, sarà nuovamente protagonista della Coppa del Mondo femminile: il 19 gennaio 2027 ospiterà lo slalom gigante.

Pochi giorni prima, dal 14 al 17 gennaio 2027, la Valle Anterselva accoglierà invece la Coppa del Mondo di biathlon. Proprio sulla Erta Federica Brignone conquistò nel 2017 la prima gara di Coppa del Mondo disputata a Plan de Corones.


Kronplatz Dolomites guarda oltre la neve

Il nome Kronplatz Dolomites identifica la destinazione sul piano internazionale, mentre Plan de Corones rimane la denominazione italiana della montagna. Il nuovo simbolo richiama la cresta di un gallo coronato e presenta un’inclinazione di 22,75 gradi, riferimento ai 2.275 metri della vetta.

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La montagna è legata anche alla tradizione ladina. Kronplatz significa “piazza della corona” e rimanda alla leggenda del Regno dei Fanes, secondo la quale la principessa Dolasilla sarebbe stata incoronata proprio in questo luogo.

L’obiettivo dichiarato è raccontare un territorio fruibile durante tutto l’anno, tra cultura tedesca, italiana e ladina. I tre parchi naturali di Fanes-Senes-Braies, Puez-Odle e Vedrette di Ries-Aurina, insieme a oltre mille chilometri di sentieri e a una rete ciclabile di estensione analoga, ampliano l’offerta oltre lo sci.

In primavera e in estate trovano spazio escursioni e percorsi in bicicletta; l’autunno propone boschi colorati, minore affollamento e ritmi più tranquilli. Tra le curiosità del territorio c’è il cosiddetto “Parlamento delle Marmotte”, un anfiteatro naturale tra le rocce del mondo dei Fanes. «La leggenda vuole che lassù le marmotte si riuniscano per decidere le sorti di ciò che accade a valle», ha raccontato Carlo Emanuele Esposito durante la presentazione milanese.


Musei, cucina e cinque identità

A 2.275 metri si trovano il Messner Mountain Museum Corones, progettato da Zaha Hadid e dedicato all’alpinismo tradizionale, e il LUMEN Museum of Mountain Photography, incentrato sulla fotografia di montagna. La Via Artis aggiunge invece installazioni e opere all’aperto lungo il paesaggio.

L’offerta gastronomica comprende più di 40 rifugi sul Kronplatz. A Brunico, l’Atelier Moessmer dello chef Norbert Niederkofler conta tre stelle Michelin e una Stella Verde, mentre canederli, speck e specialità ladine mantengono il legame con le tradizioni locali.

La presentazione di Milano, ospitata al Giardino dei Sapori, ha valorizzato proprio questo rapporto tra territori. Astrid Vinatzer, altoatesina trasferita nel capoluogo lombardo, ha proposto i suoi canederli, creando un collegamento gastronomico tra la città e Plan de Corones.

La Regione Dolomitica Plan de Corones comprende Brunico, Valdaora, la Valle Anterselva, Chienes e l’area di San Vigilio-San Martino in Badia. Brunico offre un centro urbano con musei, negozi e locali; Valdaora rappresenta uno degli accessi al comprensorio; Anterselva unisce ambiente naturale e biathlon; Chienes conserva un’impronta rurale, mentre San Vigilio-San Martino in Badia è il riferimento della cultura ladina.

Kronplatz resta il fulcro geografico e simbolico dell’insieme. Il concetto “My Place” riassume l’idea di una destinazione capace di accogliere esigenze diverse, dal movimento al riposo, dalla natura alla cultura, dallo sport alla cucina.

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