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Viaggi 2 min di lettura5 giorni fa

Ostia, quattro chilometri di spiaggia libera: la sfida di Levante

Federbalneari propone un nuovo assetto per il litorale tra Canale dei Pescatori e Capocotta, con servizi accessibili, sicurezza coordinata e spazio per il surf

Una fascia costiera di circa quattro chilometri, completamente accessibile e aperta alla fruizione pubblica, potrebbe cambiare il volto del litorale orientale di Ostia. La proposta prevede anche un nuovo sistema di sicurezza in mare, percorsi senza barriere e un’area dedicata alla pratica del surf.

Il progetto si chiama “Ostia, Instead” ed è stato illustrato a Ostia nella sede di Federbalneari Roma. L’iniziativa riguarda il tratto compreso tra il Canale dei Pescatori e il limite della Riserva Presidenziale di Capocotta, individuato come possibile nuovo polo turistico per la Capitale.


La spiaggia libera diventa il punto centrale

A sostenere il piano è il Coordinamento Balneari, formato da Sib, Fiba e Federbalneari Roma. L’idea si inserisce nel progetto regionale per la difesa della costa e il ripascimento, intervento che potrebbe permettere di ampliare l’arenile ricostruito di circa 100 metri.

Secondo Massimo Muzzarelli, presidente di Federbalneari Roma, la futura configurazione consentirebbe di realizzare una passeggiata sul lato degli stabilimenti, dal Canale dei Pescatori fino alla parte terminale del lungomare Amerigo Vespucci. Verso il mare resterebbe invece una lunga spiaggia senza concessioni, pensata per l’uso collettivo.

Il piano regionale prevede una barriera sommersa, con la parte superiore collocata a 1,5 metri sotto il livello dell’acqua e a circa 300 metri dalla riva. La struttura dovrebbe trattenere la sabbia proveniente dai tratti costieri più a nord, favorendo così la formazione di un arenile più profondo.


Sicurezza e accessibilità cambiano modello

“Ostia non può nascondersi dietro difficoltà economiche o burocratiche”, ha affermato Muzzarelli presentando l’iniziativa. A suo giudizio, la trasformazione del mare in una risorsa strategica per Roma richiede scelte più determinate e un collegamento effettivo con il Pua, il Piano di Utilizzo degli Arenili, oltre alla definizione di un Piano del Ricettivo.

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Per il servizio di salvamento viene ipotizzata una rete indipendente dai singoli stabilimenti. Le torrette, distanziate di 150 metri, sarebbero collegate via radio e potrebbero contare anche sul supporto di un mezzo nautico; il coordinamento con la Guardia Costiera potrebbe estendersi alle attività di Search and Rescue.

La passeggiata sarebbe progettata senza ostacoli per le persone con disabilità e includerebbe soluzioni rivolte anche a ipovedenti e ipoacusici. Dai percorsi principali partirebbero collegamenti diretti verso l’acqua, con dispositivi Seatrac in corrispondenza delle postazioni di salvamento per consentire l’ingresso autonomo in mare; previste inoltre zone più calme per persone con Dsa.


Il surf entra nel progetto turistico

Tra gli elementi indicati da Federbalneari c’è anche la realizzazione di un “Artificial Surf Reef”, una barriera artificiale destinata a creare condizioni favorevoli alla pratica del surf. L’obiettivo è inserire questa disciplina in una strategia più ampia di valorizzazione sportiva del litorale.

La proposta richiama i risultati ottenuti da atleti legati al territorio romano: Leonardo Fioravanti, originario di Ladispoli e campione Wsl, e Leonardo Apreda, campione europeo juniores di Ostia. Per i promotori, il loro percorso rappresenta un riferimento concreto per sviluppare ulteriormente questa vocazione.

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