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Monreale, la sfida del 2027 passa dai libri: cosa cambia

La città siciliana ha conquistato il titolo con il progetto “Monreale legge il Mondo”, scelto tra 31 proposte presentate da 90 Comuni.

Monreale prepara un anno dedicato ai libri, alla partecipazione culturale e al dialogo tra comunità diverse. Nel 2027 la città della provincia di Palermo sarà infatti la Capitale Italiana del Libro, grazie a un progetto che mette insieme patrimonio storico, scuole, inclusione e apertura internazionale.

La proclamazione è avvenuta venerdì 23 ottobre 2026 nella Sala Spadolini del ministero della Cultura. A comunicare l’esito è stato il ministro Alessandro Giuli, alla presenza della giuria di esperti e dei rappresentanti dei Comuni arrivati in finale.

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Un progetto costruito per durare

Il dossier “Monreale legge il Mondo” è stato preferito a 31 proposte elaborate complessivamente da 90 amministrazioni italiane. La città siciliana raccoglie così il testimone da Pistoia, che manterrà il titolo fino alla fine del 2026.

Secondo le motivazioni illustrate durante la cerimonia, la candidatura ha convinto per l’impianto progettuale, la chiarezza degli obiettivi e la capacità di legare la dimensione locale a una prospettiva nazionale e internazionale. Tra gli aspetti valorizzati figurano anche l’attenzione ai giovani, il coinvolgimento di una rete territoriale ampia e la solidità dell’organizzazione prevista.


Libri tra culture e generazioni

Il programma punta sul plurilinguismo e sul confronto tra culture, temi collegati alla storia di Monreale. Il patrimonio culturale cittadino sarà utilizzato come punto di partenza per attività narrative e partecipative, insieme a percorsi di formazione per gli operatori, residenze creative e iniziative pensate per trasformare la visita della città in un’esperienza legata alla lettura.

L’obiettivo non è limitarsi a promuovere i libri, ma usarli come strumento di incontro tra persone di età e identità differenti. Il progetto intende inoltre sostenere la rigenerazione urbana e produrre effetti culturali ed economici che possano proseguire anche dopo il 2027.

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La soddisfazione dell’amministrazione

L’idea è stata elaborata dall’assessore alla Pubblica istruzione Patrizia Roccamatisi, che ha curato la stesura del dossier con il sostegno dell’assessorato alla Cultura. Dopo l’annuncio, l’assessore ha sottolineato il valore comunitario della candidatura: «Onoratissima, il nostro dossier è dedicato alla nostra comunità e alle istituzioni scolastiche in primis, all’infanzia e a tutta la gente che vive il nostro territorio».

La proposta nasce dalla volontà di rileggere il patrimonio storico, artistico, culturale e spirituale della città attraverso iniziative rivolte al futuro. Scuole, infanzia e abitanti saranno quindi tra i destinatari principali delle attività previste, in un percorso che mira a rafforzare la partecipazione e il senso di appartenenza.


Le altre finaliste in gara

Insieme a Monreale erano state selezionate Chiaromonte, con “Le trame di Calliope”, Iglesias, con “Iglesias – Il Libro nel Mediterraneo”, e Nuoro, candidata con “Nuoro: radici di carta, visioni di futuro”. Tra le finaliste figuravano anche Pomigliano d’Arco, con “Pomigliano d’Arco – Città officina del leggere”, e Treviso, con “Memorie correnti, pagine viventi”.

Teramo aveva presentato “Teramo e le sue valli” insieme a numerosi Comuni del territorio: Alba Adriatica, Ancarano, Atri, Campli, Civitella del Tronto, Corropoli, Crognaleto, Fano Adriano, Giulianova, Isola del Gran Sasso, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Nereto, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Sant’Egidio alla Vibrata, Sant’Omero, Silvi Marina e Tortoreto.

La Capitale Italiana del Libro è un’iniziativa del ministero della Cultura, realizzata attraverso il Dipartimento per le attività culturali. Il riconoscimento punta a sostenere la lettura, la filiera editoriale e la partecipazione culturale, con ricadute attese anche sul piano dell’inclusione sociale e dello sviluppo dei territori.

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