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Viaggi 3 min di lettura5 giorni fa

La collina che sembra un gigante: il volto segreto della Semois

A Botassart, tra boschi e sentieri delle Ardenne, una curva del fiume ha dato forma a uno dei paesaggi più singolari del Belgio.

Raggiungere il punto d’osservazione è semplice: accanto al belvedere si trova un’ampia area di sosta gratuita, anche se nei momenti di maggiore affluenza i posti possono esaurirsi rapidamente. Bastano pochi passi per trovarsi davanti a uno dei panorami più riconoscibili della valle della Semois.


Il panorama nasce da una curva

Il Tombeau du Géant si trova a Botassart, località appartenente al territorio di Bouillon, nella provincia belga del Lussemburgo. Dal Belvedere di Botassart lo sguardo abbraccia il grande anello formato dalla Semois, con una collina boscosa al centro che raggiunge circa 250 metri di altitudine.

La forma del rilievo, quasi separata dalle alture vicine, ricorda quella di una persona sdraiata. È proprio questa particolare somiglianza, osservabile soprattutto dall’alto, ad aver ispirato il nome Tombeau du Géant, cioè Tomba del Gigante. In primavera il verde domina la scena, mentre in autunno i boschi assumono tonalità più calde.


Una leggenda nata tra i Romani

La tradizione popolare racconta di un enorme guerriero trèvero, appartenente ai Treveri, popolazione celtica presente in una vasta parte dell’Europa nordoccidentale durante il periodo romano. Dopo una sconfitta, avrebbe scelto di togliersi la vita piuttosto che cadere nelle mani dei vincitori.

Secondo una delle versioni, il guerriero si sarebbe lanciato dal Rocher des Gattes e il suo corpo sarebbe stato poi sepolto sulla collina con l’aiuto di alcuni giovani, dopo la richiesta avanzata da un anziano. Un’altra variante attribuisce invece la morte a un centurione dell’esercito di Labieno. Il racconto viene talvolta collegato alla battaglia della Sabis, descritta da Giulio Cesare nel De bello Gallico, anche se l’identificazione con la Sambre non è considerata corretta dalle fonti.

La spiegazione geologica è meno drammatica, ma altrettanto suggestiva. Tensioni tettoniche ed erosione dell’acqua hanno modellato nel tempo le rocce scistose delle Ardenne; il meandro della Semois e la sagoma del rilievo hanno poi fornito il fondale perfetto alla storia del gigante.

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Sentieri tra boschi e fiume

Dal belvedere si diramano itinerari di varia difficoltà, con lunghezze che vanno indicativamente da 3 a 13 km. Il tracciato più esteso, riconoscibile dalle segnalazioni rosse e bianche, attraversa aree forestali, pendii e tratti vicini alle rive della Semois.

Durante la camminata il paesaggio cambia continuamente: il fiume a tratti compare vicino, in altri punti scompare dietro gli alberi, mentre la valle si restringe e i versanti diventano più imponenti. Frahan, osservabile dall’alto, e la passerella del Moulin de l’Épine sono tra gli elementi più interessanti del percorso.

Il fondo può essere stretto, sterrato o scivoloso dopo le precipitazioni, con pendenze che richiedono attenzione. Le famiglie possono orientarsi sui tracciati da 4 a 6 km; l’itinerario integrale è invece più adatto a chi dispone di una buona preparazione fisica. I passeggini non sono indicati.


Come organizzare la visita

Per il navigatore l’indirizzo di riferimento è Rue de Châteaumont 53, 6833 Bouillon, corrispondente al parcheggio del Tombeau du Géant. La zona è inoltre attraversata da percorsi destinati a escursionisti, ciclisti e cavalieri.

Da Bouillon è possibile proseguire fino a Botassart; chi utilizza i mezzi pubblici può arrivare in treno a Libramont e prendere poi il bus 8 verso Bouillon, con un viaggio di circa 45 minuti, prima di continuare lungo il percorso locale. Chi vuole ampliare l’escursione può raggiungere anche il Belvedere di Bouillon, affacciato sulla città e sul suo castello medievale.

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