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Fiume sorprende: spiagge, tunnel e sapori in una città tutta da scoprire

Tra il porto e le colline, Rijeka offre mercati, quartieri culturali, baie cittadine e una cucina legata al mare e alle tradizioni del Quarnaro.

Gli scampi del Quarnaro, le piccole baie di Pećine e la passeggiata sospesa tra navi e banchine raccontano già molto di Fiume. Rijeka, infatti, non è soltanto il punto da cui partono i traghetti verso le isole croate: è una città in cui il porto convive con spiagge, architetture storiche e spazi industriali trasformati dalla cultura.


Mare e cucina sono il biglietto da visita

Per iniziare a conoscerla si può seguire il Molo Longo, l’antico frangiflutti diventato percorso panoramico sul porto. La passeggiata misura 1.707 metri e permette di osservare le attività sulle banchine, le imbarcazioni e il profilo collinare alle spalle del centro.

Il legame con il mare continua nei piatti. Pesce dell’Adriatico, calamari, molluschi e crostacei arrivano nelle trattorie e nelle konobe, le taverne della tradizione croata. Tra le specialità più note ci sono gli scampi del Quarnaro, mentre la marenda identifica il pasto semplice di metà giornata, con preparazioni variabili secondo stagione e disponibilità del mercato.

A tavola compaiono anche le šurlice, una pasta lavorata a mano originaria soprattutto di Krk e diffusa in tutto il Quarnaro. A Fiume può essere accompagnata da granchi, gamberi o altri prodotti marini. Per il vino, invece, la scelta locale porta alla Žlahtina, bianco prodotto sull’isola di Krk.


Le spiagge smentiscono il volto portuale

Le strutture portuali non impediscono alla città di offrire numerosi accessi al mare. Sul lato orientale, nei pressi di Pećine, Sablićevo è una caletta di ciottoli vicina al centro; più avanti si incontrano Glavanovo e Grčevo, con alternanza di sassi e scogli.

Verso ovest, il complesso balneare di Ploče affianca le piscine di Kantrida e dispone di ciottoli, rocce e piattaforme per l’ingresso in acqua. Kostanj è stata attrezzata con soluzioni che ne agevolano la fruizione anche da parte di chi ha una disabilità; entrambe le spiagge hanno ricevuto la Bandiera Blu.

Preluk, ancora più distante dal cuore urbano, è frequentata soprattutto da chi pratica vela e surf. Le condizioni del vento nelle ore mattutine rendono questa zona diversa dalle baie più riparate vicine al centro.


Dal Korzo alla città più antica

Il Korzo resta il principale spazio cittadino per passeggiare, incontrarsi e osservare la vita quotidiana. Lungo il corso si susseguono caffè, negozi e palazzi realizzati tra il XIX e l’inizio del XX secolo, fino alla Torre Civica, riconoscibile dall’orologio e dall’aquila a due teste.

Attraversato il passaggio della torre, si entra nell’area che corrispondeva alla Fiume fortificata. Piazza Kobler occupa il luogo in cui durante il Medioevo si concentravano mercato e attività pubbliche; da qui le strade del nucleo storico conducono alla Cattedrale di San Vito, edificio barocco a pianta circolare avviato nel 1638 da Giacomo Briano sul modello veneziano di Santa Maria della Salute.

A poca distanza si trova il Teatro Nazionale Croato Ivan pl. Zajc, aperto nel 1885 su progetto di Fellner & Helmer. Le sale conservano opere di Franz Matsch e dei fratelli Ernst e Gustav Klimt.


Mercato e memoria industriale

Tra il centro e il porto si incontra la Placa, il mercato centrale ospitato in tre padiglioni. La pescheria mostra sulla facciata sculture di pesci, conchiglie, polpi e granchi, soggetti che diventano reali sui banchi soprattutto nelle prime ore della giornata.

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L’edificio della pescheria fu terminato nel 1916 da Carlo Pergoli e decorato da Urbano Bottasso. La visita offre così un assaggio della cucina del Quarnaro prima ancora di sedersi al ristorante, tra pescato, ortaggi, frutta e specialità locali.

Non lontano, il Palazzo del Governatore ospita il Museo Marittimo e Storico del Litorale Croato, attualmente non visitabile perché interessato da lavori di ristrutturazione. L’edificio neorinascimentale fu ideato alla fine dell’Ottocento da Alajos Hauszmann.

Il passato produttivo della città riemerge nell’Art-kvart Benčić. L’area nacque nel Settecento come raffineria di zucchero, fu poi utilizzata per la lavorazione del tabacco e infine per la produzione di motori. Oggi comprende il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, il Museo della Città nel Palazzo dello Zucchero, la Biblioteca civica e la Casa dell’Infanzia.


Tersatto guarda dall’alto

Per cambiare prospettiva si sale a Tersatto, sulla collina sopra il centro. L’autobus è l’opzione più semplice, mentre chi preferisce raggiungerla a piedi può affrontare la scalinata di Petar Kružić, composta da 561 gradini e collegata alla zona della Rječina.

In cima sorgono il Santuario della Madonna di Tersatto e il castello medievale, modificato nel XIX secolo per iniziativa del conte Laval Nugent. Dalle fortificazioni lo sguardo abbraccia il porto, il centro urbano e il Golfo del Quarnaro.

La collina è anche una destinazione gastronomica. Alla cucina tradizionale delle konobe si affiancano locali contemporanei, compreso il primo ristorante della città premiato con una stella Michelin. Tra gli indirizzi storici figura la Taverna Tarsa, attiva da oltre vent’anni.


Tra siluri e rifugi sotterranei

Fiume conserva tracce importanti della propria storia tecnica. Dall’intuizione di Giovanni Luppis, Robert Whitehead sviluppò il prototipo del siluro moderno, sottoposto a prove in città nel 1866. Nel 1875 lo Stabilimento Tecnico Fiumano assunse il nome R. Whitehead & Co. e diventò la prima fabbrica mondiale dedicata a questo tipo di arma; nella parte occidentale resta la stazione di lancio costruita negli anni Trenta.

Un’altra testimonianza si trova sotto il centro: il Rijeka Tunnel fu scavato dall’esercito italiano all’inizio della Seconda guerra mondiale per proteggere la popolazione dai bombardamenti. Il tragitto sotterraneo è lungo circa 330 metri, comincia accanto alla Cattedrale di San Vito e conserva alcune iscrizioni realizzate per le esigenze della difesa antiaerea.

Questa stratificazione spiega il carattere particolare di Fiume: una città passata dall’Impero austro-ungarico all’Italia, dalla Jugoslavia alla Croazia, con un’identità portuale e industriale ancora visibile. Nel 2020 il titolo di Capitale Europea della Cultura ha accelerato il recupero di diversi edifici produttivi, trasformandoli in luoghi per musei, biblioteche, verde e attività pubbliche.

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